Era abbastanza scontato prevederlo: la grinta e la voglia di appartenere alla gloriosa maglia rossonersa non possono essere sufficienti per risolvere i problemi del Milan. La bellezza del calcio - che è anche la sua logica - è che quasi sempre vince la squadra che gioca meglio e con i giocatori migliori. E con questa rosa il Milan non può competere a livelli da scudetto: ma con questi stessi uomini potrebbe, anzi dovrebbe, vincere contro Atalanta e Sassuolo. Questa è la domanda che Galliani, Inzaghi e Berlusconi dovrebbero farsi: perché il Milan non riesce a esprimere qualità di gioco e produrre azioni da gol? Io credo che Inzaghi - che giustamente, per il suo passato di grande calciatore, riscuote grande credito - abbia puntato troppo su spirito di indentità e appartenenza. Ma questi valori, senz'altro positivi, devono tramutarsi in bel gioco, occasioni da rete, intensità difensiva, insomma in tutto ciò che serve per far giocare bene la squadra e permettere di vincere le partite.
Chi ha pensato che questo Milan potesse raggiungere livelli da primi posti è stato avventato o bugiardo. E se è già frustrante dovere ammettere ai tifosi che questa squadra non può competere con Juventus, Roma e Napoli, lo è a maggior ragione se non si riesce a farlo neanche contro Atalanta e Sassuolo, con tutto il rispetto per queste formazioni. Sta a Inzaghi trovare la cura, ma analizzando la rosa, giocatore per giocatore, Pippo avrebbe bisogno del mago Silvan come secondo, più che di Tassotti: ha a disposizione giocatori con caratteristiche difficili o da ricostruitre completamente, o che hanno fallito in passato. Emblematico è il caso di Menez: il francese ha ricevuto tanti elogi in avvio di stagione, per la sua fantasia e le sue reti. Ma perché, dalla Roma al Psg, è stato sempre in grandi squadre senza mai esplodere e senza avere il posto fisso? Le ultime prestazioni lo dimostrano. Non può essere la stella ma un grande comprimario, come Cerci o El Shaarawy, per non parlare di altri giocatori in difesa o centrocampo. Se Inzaghi non riuscirà a ritrovare qualità di gioco il Milan è destinato a un'altra stagione difficile come l'anno scorso.
Fa riflettere, per la situazione del campionato italiano, quello che accade in questo scorcio di mercato: l'entusiasmo e la voglia di appartenenza dei tifosi viene un po' tradita. Abbiamo assistito ad accoglienze trionfali nei nostri aeroporti, come se fossero arrivati in serie A Cristiano Ronaldo o Messi. La realtà è un'altra: in Italia sbarcano, accolti come salvatori della patria, quei calciatori che non giocano nelle grandi squadre europee. I vari Cerci, Shaqiri, Podolski, o altri, non possono risolvere problemi o rilanciare squadre in difficoltà. Eto'o per raggiunti limiti di età, gli altri per statura tecnica, con tutto il rispetto. E' da qui che si vede la crisi delle milanesi. Vedere i tifosi che riempiono gli aeroporti per giocatori non di primissima fascia fa un effetto tra la tristezza e la tenerezza.
Chi invece può sorridere in questa giornata di campionato è il Napoli: è un luogo comune, ma è vero che la forza e la consapevolezza dei propri mezzi si acquisiscono con la sofferenza. La squadra di Benitez si sta finalmente esprimendo come dovrebbe, per tecnica e caratura è decisamente la terza forza del campionato dopo Juventus e Roma. A questo punto però deve realmente guardarsi le spalle dalla Sampdoria, che ha le carte in regola per sognare e puntare a un exploit clamoroso. Mihajlovic ha la personalità giusta e la sua squadra continua a stupire. Anche la Fiorentina si ripropone per un piazzamento Champions, perché nonostante sia ancora più sregolatezza che genio, ha l'organico per competere per il terzo posto: ma deve trovare continuità. La lotta per la Champions può diventare la parte più interessante del campionato.
Chi ha pensato che questo Milan potesse raggiungere livelli da primi posti è stato avventato o bugiardo. E se è già frustrante dovere ammettere ai tifosi che questa squadra non può competere con Juventus, Roma e Napoli, lo è a maggior ragione se non si riesce a farlo neanche contro Atalanta e Sassuolo, con tutto il rispetto per queste formazioni. Sta a Inzaghi trovare la cura, ma analizzando la rosa, giocatore per giocatore, Pippo avrebbe bisogno del mago Silvan come secondo, più che di Tassotti: ha a disposizione giocatori con caratteristiche difficili o da ricostruitre completamente, o che hanno fallito in passato. Emblematico è il caso di Menez: il francese ha ricevuto tanti elogi in avvio di stagione, per la sua fantasia e le sue reti. Ma perché, dalla Roma al Psg, è stato sempre in grandi squadre senza mai esplodere e senza avere il posto fisso? Le ultime prestazioni lo dimostrano. Non può essere la stella ma un grande comprimario, come Cerci o El Shaarawy, per non parlare di altri giocatori in difesa o centrocampo. Se Inzaghi non riuscirà a ritrovare qualità di gioco il Milan è destinato a un'altra stagione difficile come l'anno scorso.
Fa riflettere, per la situazione del campionato italiano, quello che accade in questo scorcio di mercato: l'entusiasmo e la voglia di appartenenza dei tifosi viene un po' tradita. Abbiamo assistito ad accoglienze trionfali nei nostri aeroporti, come se fossero arrivati in serie A Cristiano Ronaldo o Messi. La realtà è un'altra: in Italia sbarcano, accolti come salvatori della patria, quei calciatori che non giocano nelle grandi squadre europee. I vari Cerci, Shaqiri, Podolski, o altri, non possono risolvere problemi o rilanciare squadre in difficoltà. Eto'o per raggiunti limiti di età, gli altri per statura tecnica, con tutto il rispetto. E' da qui che si vede la crisi delle milanesi. Vedere i tifosi che riempiono gli aeroporti per giocatori non di primissima fascia fa un effetto tra la tristezza e la tenerezza.
Chi invece può sorridere in questa giornata di campionato è il Napoli: è un luogo comune, ma è vero che la forza e la consapevolezza dei propri mezzi si acquisiscono con la sofferenza. La squadra di Benitez si sta finalmente esprimendo come dovrebbe, per tecnica e caratura è decisamente la terza forza del campionato dopo Juventus e Roma. A questo punto però deve realmente guardarsi le spalle dalla Sampdoria, che ha le carte in regola per sognare e puntare a un exploit clamoroso. Mihajlovic ha la personalità giusta e la sua squadra continua a stupire. Anche la Fiorentina si ripropone per un piazzamento Champions, perché nonostante sia ancora più sregolatezza che genio, ha l'organico per competere per il terzo posto: ma deve trovare continuità. La lotta per la Champions può diventare la parte più interessante del campionato.