Pogba è il più forte centrocampista al mondo: lo avevo già affermato e non posso che ribadirlo. La Juventus non ha disputato contro il Chievo un primo tempo all'altezza - come ha riconosciuto onestamente anche Allegri - ma il francese ha dimostrato di avere i colpi per risolvere le partite da solo: la tecnica, l'intensità, unite a una rapidità e una capacità di coordinarsi quasi incredibile per un ragazzo alto 1,90 lo rendono il migliore al mondo. Ora bisogna vedere quanto resterà alla Juve o come il club bianconero investirà il ricavato della sua eventuale cessione.
Ma sulla questione "investimenti" è necessario aprire una parentesi perchè in Italia con questo "sistema calcio" è impossibile avere vittorie e ritorni economici. Le grandi società non possono che esporsi a spese importanti e rischiare di avere i bilanci in perdita. Per puntare a scudetti e coppe, per vincere servono i grandi i giocatori, e quelli costano. Se il calcio italiano fosse un movimento "illuminato", dovrebbe capire che per tornare a fare investimenti che producano anche un guadagno, servirebbe un cambiamento a 360° che coinvolga il governo e le istituzioni del mondo del pallone: nuovi stadi che siano accoglienti e sempre aperti, un merchandising forte. Allora sì anche i giocatori diventerebbero un investimento.
Il momento delle milanesi è tragicomico. Da una parte - mi riferisco all'Inter - c'è un allenatore di grande personalità come Mancini che fa passare una sconfitta imbarazzante come quella con il Torino per una prestazione accettabile. Io sono convinto che di Mancini ci si possa fidare: perché ha già vinto tanto sia nella prima esperienza all'Inter sia in Inghilterra, e perché uno come lui difficilmente avrebbe messo in gioco la sua credibilità per un progetto non vincente. Prima o poi l'Inter tornerà a vincere.
In casa Milan c'è invece un tecnico come Inzaghi, alla prima esperienza importante, che ha riportato entusiamo e attaccamento ai colori. Ma non basta, perché il campo non mente. E' inutile continuare con questo equivoco: il Milan può pensare di lottare per le coppe - addirittura anche per il terzo posto - se si convice di giocare come una provinciale. E cioè con forza, sudore, fatica e contropiede. Se invece si dice a Inzaghi che la squadra ha la personalità della grande è una illusione che non porterà alcun frutto. Perché per fare una grande squadra servono i grandi giocatori, che il Milan non compra più da almeno cinque anni. Se non si risolve questo equivoco di fondo, si potrà andare avanti solo con lo stillicidio di allenatori a libro paga.
Chi ha pieno diritto di puntare al terzo posto è la Lazio: gioca bene dall'inizio del campionato, ha costruito un gruppo solido, ha ritrovato un uomo fondamentale come Mauri e ha un tecnico come Pioli che ha preso il gruppo e ha avuto la forza e il coraggio di dire a un 'monumento' come Klose "accomodati in panchina". E il tedesco, nonostante qualche piccolo malumore, ha rispettato la scelta. Vuol dire che il gruppo rema tutto dalla stessa parte. E si vede.
Ma sulla questione "investimenti" è necessario aprire una parentesi perchè in Italia con questo "sistema calcio" è impossibile avere vittorie e ritorni economici. Le grandi società non possono che esporsi a spese importanti e rischiare di avere i bilanci in perdita. Per puntare a scudetti e coppe, per vincere servono i grandi i giocatori, e quelli costano. Se il calcio italiano fosse un movimento "illuminato", dovrebbe capire che per tornare a fare investimenti che producano anche un guadagno, servirebbe un cambiamento a 360° che coinvolga il governo e le istituzioni del mondo del pallone: nuovi stadi che siano accoglienti e sempre aperti, un merchandising forte. Allora sì anche i giocatori diventerebbero un investimento.
Il momento delle milanesi è tragicomico. Da una parte - mi riferisco all'Inter - c'è un allenatore di grande personalità come Mancini che fa passare una sconfitta imbarazzante come quella con il Torino per una prestazione accettabile. Io sono convinto che di Mancini ci si possa fidare: perché ha già vinto tanto sia nella prima esperienza all'Inter sia in Inghilterra, e perché uno come lui difficilmente avrebbe messo in gioco la sua credibilità per un progetto non vincente. Prima o poi l'Inter tornerà a vincere.
In casa Milan c'è invece un tecnico come Inzaghi, alla prima esperienza importante, che ha riportato entusiamo e attaccamento ai colori. Ma non basta, perché il campo non mente. E' inutile continuare con questo equivoco: il Milan può pensare di lottare per le coppe - addirittura anche per il terzo posto - se si convice di giocare come una provinciale. E cioè con forza, sudore, fatica e contropiede. Se invece si dice a Inzaghi che la squadra ha la personalità della grande è una illusione che non porterà alcun frutto. Perché per fare una grande squadra servono i grandi giocatori, che il Milan non compra più da almeno cinque anni. Se non si risolve questo equivoco di fondo, si potrà andare avanti solo con lo stillicidio di allenatori a libro paga.
Chi ha pieno diritto di puntare al terzo posto è la Lazio: gioca bene dall'inizio del campionato, ha costruito un gruppo solido, ha ritrovato un uomo fondamentale come Mauri e ha un tecnico come Pioli che ha preso il gruppo e ha avuto la forza e il coraggio di dire a un 'monumento' come Klose "accomodati in panchina". E il tedesco, nonostante qualche piccolo malumore, ha rispettato la scelta. Vuol dire che il gruppo rema tutto dalla stessa parte. E si vede.