Il ritorno in campo al Tardini del Parma, la maniera con la quale i tifosi lo hanno vissuto, ha dato ancora una volta la prova di trovarci di fronte ad una città civile, abituata a vivere con dignità la sofferenza. Mi riferisco anche a vicissitudini che hanno coinvolto politica ed economia. La storia del calcio ripropone domande che però è giusto che anche la città si ponga. Tanzi era un 'sola' e pare che ne siano arrivati altri, e tanti altri ancora da scoprire. La consolazione, sia pure amara, di queste vicende, è che alla fine esce fuori la parte migliore: tecnico, calciatori, dipendenti, collaboratori.
In queste ultime settimana ho reiteratamente apprezzato le parole del presidente del Coni Malagò sulla necessità di individuare i responsabili, sulla ricerca di qualcuno che dica "ho sbagliato". Parole importanti, ma gli interventi? Li auspichiamo tutti. Malagò ha tutto l'interesse, il dovere e il piacere, arrivati a questo punto, di fare qualcosa di importante per il calcio italiano. Una entrata a piedi uniti nella Figc, determinandone il commissariamento. Malagò a mio avviso ha la capacità di scegliere un commissario adeguato, in grado di fare con onestà riforme e regole utili. Gente che vive da oltre 30 anni in questo mondo non può riformare.
Malagò può passare alla storia in positivo, ci sono tutti gli elementi per verificare la possibilità di un commissariamento della Figc. E' doveroso che il Coni se ne occupi, che verifichi che cosa ha suggerito la Covisoc alla Figc nelle 3 occasioni di confronto con i proprietari del Parma. Emergerebbe senza dubbio che la Covicoc ha messo in guardia la Figc. Eppure il Parma ha operato nel mercato di gennaio, nel silenzio totale sono stati consentiti passaggi proprietà ridicoli... Ora, se viene accertata la responsabilità etica e morale della Figc, si coglie l'occasione della vita: caso contrario, se la perdiamo per lo sport italiano è una tragedia. Se restano questi personaggi, il calcio italiano continuerà ad essere terreno di avventurieri, facendo scappare investitori seri: razzismo, violenza, assoluta mancanza rispetto regole. Tutti cercano un investitore, il Milan stesso lo sta cercando. Ma da considerare ci sono due fattori: prima verifichiamo la solidità economica di chi vuole venire, poi però diamogli un terreno di onestà.
Entrando nel dettaglio tecnico della giornata, brutta Roma a Verona. Garcia ha finalmente detto quello che ripeto da mesi: giocatori presuntuosi, vogliono palla al piede, corrono poco. Si tratta di una involuzione tecnica, quindi il primo responsabile è proprio l'allenatore. Gervinho e Iturbe, tanto per fare due esempi, evidentemente non ascoltano i consigli del tecnico, oppure se ne fregano della squadra. Cosa grave in tutti i casi. La personalità sembra azzerata, paradossalmente Totti è l'unico che predica nel deserto: contro il Chievo ha cercato di fare qualcosa, si è dannato l'anima. La sensazione è che nell'ambiente ci siano situazioni al limite. "Non riusciamo a fare quello che l'allenatore ci dice" è una frase pazzesca, e l'hanno pronunciata due importanti dello spogliatoio come De Sanctis e Nainggolan. Se contunua così, il secondo posto della Roma è a forte rischio.
Ancora peggio il Milan. Berlusconi continua a sbagliare con i tecnici: Allegri non lo doveva mandare via, Seedorf è stato un azzardo, di Inzaghi è stata sfruttata malissimo l'immagine che lui aveva nell'ambiente, anche con i tifosi. Il mancato impiego di Destro, fiore all'occhiello del mercato di gennaio, è un messaggio drammatico dato dal tecnico. Potrebbe essere diretto alla società come un accusa, oppure addirittura sarebbe una sorta di resa, una scusa data alla dirigenza per poter giustificare un suo esonero.
In queste ultime settimana ho reiteratamente apprezzato le parole del presidente del Coni Malagò sulla necessità di individuare i responsabili, sulla ricerca di qualcuno che dica "ho sbagliato". Parole importanti, ma gli interventi? Li auspichiamo tutti. Malagò ha tutto l'interesse, il dovere e il piacere, arrivati a questo punto, di fare qualcosa di importante per il calcio italiano. Una entrata a piedi uniti nella Figc, determinandone il commissariamento. Malagò a mio avviso ha la capacità di scegliere un commissario adeguato, in grado di fare con onestà riforme e regole utili. Gente che vive da oltre 30 anni in questo mondo non può riformare.
Malagò può passare alla storia in positivo, ci sono tutti gli elementi per verificare la possibilità di un commissariamento della Figc. E' doveroso che il Coni se ne occupi, che verifichi che cosa ha suggerito la Covisoc alla Figc nelle 3 occasioni di confronto con i proprietari del Parma. Emergerebbe senza dubbio che la Covicoc ha messo in guardia la Figc. Eppure il Parma ha operato nel mercato di gennaio, nel silenzio totale sono stati consentiti passaggi proprietà ridicoli... Ora, se viene accertata la responsabilità etica e morale della Figc, si coglie l'occasione della vita: caso contrario, se la perdiamo per lo sport italiano è una tragedia. Se restano questi personaggi, il calcio italiano continuerà ad essere terreno di avventurieri, facendo scappare investitori seri: razzismo, violenza, assoluta mancanza rispetto regole. Tutti cercano un investitore, il Milan stesso lo sta cercando. Ma da considerare ci sono due fattori: prima verifichiamo la solidità economica di chi vuole venire, poi però diamogli un terreno di onestà.
Entrando nel dettaglio tecnico della giornata, brutta Roma a Verona. Garcia ha finalmente detto quello che ripeto da mesi: giocatori presuntuosi, vogliono palla al piede, corrono poco. Si tratta di una involuzione tecnica, quindi il primo responsabile è proprio l'allenatore. Gervinho e Iturbe, tanto per fare due esempi, evidentemente non ascoltano i consigli del tecnico, oppure se ne fregano della squadra. Cosa grave in tutti i casi. La personalità sembra azzerata, paradossalmente Totti è l'unico che predica nel deserto: contro il Chievo ha cercato di fare qualcosa, si è dannato l'anima. La sensazione è che nell'ambiente ci siano situazioni al limite. "Non riusciamo a fare quello che l'allenatore ci dice" è una frase pazzesca, e l'hanno pronunciata due importanti dello spogliatoio come De Sanctis e Nainggolan. Se contunua così, il secondo posto della Roma è a forte rischio.
Ancora peggio il Milan. Berlusconi continua a sbagliare con i tecnici: Allegri non lo doveva mandare via, Seedorf è stato un azzardo, di Inzaghi è stata sfruttata malissimo l'immagine che lui aveva nell'ambiente, anche con i tifosi. Il mancato impiego di Destro, fiore all'occhiello del mercato di gennaio, è un messaggio drammatico dato dal tecnico. Potrebbe essere diretto alla società come un accusa, oppure addirittura sarebbe una sorta di resa, una scusa data alla dirigenza per poter giustificare un suo esonero.