Visti dall'ala

Col Monaco ci vorrà la Juve migliore, ma a Parma ha speso troppo

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La Juve ha perso a Parma una gara che ovviamente non influisce su una classifica ampiamente dominata. In questi casi è chiaro che il fattore psicologico è importante, c'è la paura inconscia di farsi anche quel piccolo infortunio che può far saltare una gara, quella col Monaco, che vale una stagione: quindi la gamba non viene tenuta dura al cospetto di una squadra che, sportivamente parlando, ha 'picchiato' tutti. Quella del Tardini è una sconfitta che sulla carta non fa testo, però il risultato negativo c'è stato e potrebbe anche influire. La cosa che vorrei sottolineare è però un gravissimo errore di sottovalutazione della ripresa. Primo tempo giocato benino, poi i secondi 45' hanno avuto un approccio insufficiente. Allora succede che si va in svantaggio e conseguemente si deve correre di più per non fare una figuraccia. A conti fatti la Juve non si è riposata, sicuramente hanno speso tanto Chiellini, Marchisio, Vidal. Insomma, l'avvicinamento al Monaco poteva essere gestito meglio.

E' chiaro che la Juve di martedì sarà completamente diversa, ma per qualificarsi gli uomini di Allegri dovranno dare il massimo. I francesi sono abilissimi nel far giocare male gli altri, ed in tutto il loro cammino in Champions hanno sbagliato solamente la gara di ritorno con l'Arsenal, quando con la qualificazione praticamente in tasca a qualche giocatore è venuta la 'gambetta'. Come squadra comunque la Juventus è migliore, ma lo deve dimostrare con personalità, con la voglia di imporre il proprio gioco. Bisogna vincere, e farlo senza prendere gol. Dovrebbe rientrare Pirlo, è una buona notizia e speriamo che Andrea sia nelle condizioni ottimali nonostante lo stop.

Sarà una Juve probabilmente diversa anche nella sfida di sabato prossimo contro la Lazio, prima contro seconda. In quella circostanza probabilmente rivedremo la Juve di Firenze in Coppa Italia, con quei 4-5 sostituti che daranno respiro ai titolari, ma con un rendimento talmente alto da non farne sentire l'assenza, come succede alle grandi squadre. A proposito di grandi, anche la Lazio sta studiando per diventarlo. La squadra ha una autostima enorme, ma nel contempo mantiene umiltà, è costruita per arrivare a vincere. Certo, il passo dal terzo al secondo posto è molto più corto rispetto a quello dal secondo al primo. Ne sa qualcosa la Roma, che contro il Torino ha dato l'ennesima conferma di essere lontanissima parente della squadra dello scorso anno.

Un paio di considerazioni anche sul Napoli. E' tornata la vittoria, ma non c'è entusiasmo, e poi sempre questo silenzio stampa, c'è troppa tensione. Il tifo dei napoletani è caloroso, magari un po' esasperato e può mettere pressione, ma comunque è una città che si diverte. Invece la squadra di Benitez dà la sensazione di non godere neanche dei momenti belli. Forse tra il tecnico è la società sarebbe meglio dividersi, lo spagnolo non è riuscito a fare in modo che la città si identificasse con la squadra con il consueto entusiasmo.