Visti dall'ala

Garcia, il turn over è meglio farlo in Champions

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La quarta vittoria dell'Inter dimostra che un buon condottiero è utilissimo quando si deve ricostruire. Mancini ha la stoffa, la capacità, l'esperienza di mettere in piedi squadre che lottano per vincere. In sette otto mesi ha costruito un gruppo consapevole delle proprie capacità. Altro merito è quello di aver scelto bene a centrocampo, ha mantenuto i più bravi tecnicamente e ne ha presi altri di valore. Tutta gente che sa giocare, anche senza palla: è un buon gruppo, vediamo dove arriverà. Intanto fa divertire i tifosi perchè vince e lo fa anche qualità di una squadra che può arrivare fino in fondo. Sa difendere in undici, ha cambi importantissimi (vedere Palacio e ranocchia), non ha le coppe e può concentrarsi sul campionato, inoltre sa anche vincere 1-0 e questi sono segnali importanti.

A proposito di segnali, preoccupanti quelli che dà la Roma. Il pari interno con il Sassuolo è una costante delle stagioni di Garcia, e questo fa ricordare i tantissimi pareggi dello scorso anno. Il tecnico ha tanti giocatori tra cui scegliere, ma un solo centravanti che è Dzeko. Sono 5-6 i giocatori a cui non rinuncerei: uno di questi è proprio Dzeko, l'altro è Florenzi, un vero leader emotivo. Poi la squadra messa in campo col Sassuolo può vincere, ma non lo ha fatto... De Sanctis insicuro, Iturbe troppo nervoso, Pjanic è incostante, Rudiger che perde troppo le distanze. A proposito di Iturbe, è al secondo anno di Roma: il comportamento nevrotico quando dopo aver giocato male indica che forse nello spogliatoio c'è qualcosa che non va. L'argomento Totti invece non vorrei più toccarlo perché il suo impiego o meno è un falso problema: può giocare tranquillamente insieme a Dzeko, o restare in panchina senza creare alcuna polemica. Insomma, se fossi in Garcia il turn over in funzione Champions lo eviterei: meglio farlo in coppa e schierare la formazione migliore in campionato che è un obbiettivo più alla portata.

E' tornata la Juve. La squadra di Allegri è stata 'fortunata', perchè in Manchester City e Genoa ha incontrato due squadre che le hanno permesso il gioco di rimessa, perfette oper gli uomini che ha attualmente ha a centrocampo. E poi c'è la variabile Cuadrado, uno che ribalta il campo in 5'' e determina cose importanti: rigore, espulsione assist. In Italia il colombiano può fare la differenza. E' poi un campionato che dimostra anche realtà importantissime come Torino e Sassuolo, i cui due allenatori, Ventura e Di Francesco, sono davvero due delle cose migliori del nostro calcio. Bene anche il Milan, che ha fatto una buonissima vittoria sul Palermo. Mihajlovic in Bacca e Luiz Adriano ha trovato due attaccanti fortissimi e sta cercando in tutte le maniere di sfruttarne le qualità senza inventarsi niente di complicato. E' un Milan sulla buona strada, anche se ancora prende troppi gol. Però, visto che solo l'Inter è scappata, il tempo per inserirsi anche per la lotta scudetto ce l'ha ancora
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