L'Inter si è sciolta, anche se la pesante sconfitta contro la Fiorentina potrebbe avere aspetti salutari, soprattutto quello di riportare con i piedi per terra un gruppo che stava forse perdendo il contatto con la realtà. Insomma, 1-4 è un risultato pesante che però fa testo fino ad un certo punto: se il portiere Handanovic ti manda sotto dopo 2' e poi prosegue nelle incertezze è un problema, quindi giochi anche in inferiorità numerica e finisce tutto. Si potrebbe parlare del cambio di modulo di Mancini, ma sinceramente non mi sembra il caso di sottolinearlo più di tanto. La verità è che ci sono partite che nascono male e finiscono peggio.
Non me ne vogliano i nerazzurri, ma è un bene per il campionato che si accorcia. C'è possibilità per tutti di sperare di riavvicinare il primo posto, addirittura anche per la Juve. Certo, va detto che l'annata dei bianconeri non ha nulla di incoraggiante. Ci sono poche speranze perché della squadra vista a Manchester, a Napoli non si è visto niente. Del resto se Cuadrado gioca bene e viene lasciato in panchina, se Padoin viene sbattuto di qua per il campo, se la difesa prende sempre gol (solo col Genoa non è accaduto) allora si fa fatica.
In chiave scudetto rientra anche il Napoli, che però ci può credere a patto di continuare a giocare tatticamente molto corto. C'è Koulibaly che ha dominato: un difensore che costruisce gioco, risolve gli uno contro uno. Sarri è intelligente, ha messo Jorginho che gioca bene e fa girare la squadra. Solo che il Napoli deve essere sempre quello visto contro la Juve, per continuità ed applicazione: non si possono far correre per tutto il campo Insigne, Callejon e Higuain, quindi i difensori devono sempre stare molto alti.
Poi c'è la Roma. E' allucinante che una squadra di quel potenziale non riesca a stare tranquilla: vince una partita alla grande e ha tre infortunati. Se trova carattere e intensità è fortissima, ma deve essere allenata al meglio durante la settimana. Serve insomma la Roma del primo anno di Garcia. Qualche accenno alla Fiorentina. Paradossalmente la vittoria sull'Inter conta fino a un certo punto: troppo facile, perfetta sotto punti di vista la serata, tutto troppo bello per essere vero. La squadra però ha valori tecnici importanti e una mentalità ad immagine del tecnico Paulo Sousa. Il portoghese sembra di rivederlo in campo, tutti in avanti a pressare, geometrie perfette. Insomma, un bel vedere ed in generale un campionato appassionante.
Non me ne vogliano i nerazzurri, ma è un bene per il campionato che si accorcia. C'è possibilità per tutti di sperare di riavvicinare il primo posto, addirittura anche per la Juve. Certo, va detto che l'annata dei bianconeri non ha nulla di incoraggiante. Ci sono poche speranze perché della squadra vista a Manchester, a Napoli non si è visto niente. Del resto se Cuadrado gioca bene e viene lasciato in panchina, se Padoin viene sbattuto di qua per il campo, se la difesa prende sempre gol (solo col Genoa non è accaduto) allora si fa fatica.
In chiave scudetto rientra anche il Napoli, che però ci può credere a patto di continuare a giocare tatticamente molto corto. C'è Koulibaly che ha dominato: un difensore che costruisce gioco, risolve gli uno contro uno. Sarri è intelligente, ha messo Jorginho che gioca bene e fa girare la squadra. Solo che il Napoli deve essere sempre quello visto contro la Juve, per continuità ed applicazione: non si possono far correre per tutto il campo Insigne, Callejon e Higuain, quindi i difensori devono sempre stare molto alti.
Poi c'è la Roma. E' allucinante che una squadra di quel potenziale non riesca a stare tranquilla: vince una partita alla grande e ha tre infortunati. Se trova carattere e intensità è fortissima, ma deve essere allenata al meglio durante la settimana. Serve insomma la Roma del primo anno di Garcia. Qualche accenno alla Fiorentina. Paradossalmente la vittoria sull'Inter conta fino a un certo punto: troppo facile, perfetta sotto punti di vista la serata, tutto troppo bello per essere vero. La squadra però ha valori tecnici importanti e una mentalità ad immagine del tecnico Paulo Sousa. Il portoghese sembra di rivederlo in campo, tutti in avanti a pressare, geometrie perfette. Insomma, un bel vedere ed in generale un campionato appassionante.