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Inter, ora c'è anche il bel gioco. La Juve ha ritrovato il dna vincente

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La 15esima giornata ha offerto molti spunti interessanti, che possono dare anche una fisionomia chiara al campionato. Analizzo le squadre in base alla classifica, e parto dall'Inter: io credo che la consapevolezza di aver perso a Napoli senza meritare la sconfitta ha fatto realmente scattare qualcosa. E così con il Genoa è arrivato anche il bel gioco: ha creato tanto (7-8 occasioni da rete), non ha lasciato nulla ai rossoblù, gioco a centrocampo e inserimenti impeccabili, insomma è stata una bellissima prestazione. Mancini è un condottiero che guida la squadra senza sbavature e non sbaglia mosse. Si vede anche da come sta gestendo la questione Icardi: il suo comportamento nei confronti dell'argentino è perfettamente in linea con le regole che bisogna rispettare per arrivare fino in fondo e poter lottare per traguardi importanti. E' chiaro che poi Icardi si rivelerà giocatore utilissimo, ma molto sta a lui: dovrà capir…
La 15esima giornata ha offerto molti spunti interessanti, che possono dare anche una fisionomia chiara al campionato. Analizzo le squadre in base alla classifica, e parto dall'Inter: io credo che la consapevolezza di aver perso a Napoli senza meritare la sconfitta ha fatto realmente scattare qualcosa. E così con il Genoa è arrivato anche il bel gioco: ha creato tanto (7-8 occasioni da rete), non ha lasciato nulla ai rossoblù, gioco a centrocampo e inserimenti impeccabili, insomma è stata una bellissima prestazione. Mancini è un condottiero che guida la squadra senza sbavature e non sbaglia mosse. Si vede anche da come sta gestendo la questione Icardi: il suo comportamento nei confronti dell'argentino è perfettamente in linea con le regole che bisogna rispettare per arrivare fino in fondo e poter lottare per traguardi importanti. E' chiaro che poi Icardi si rivelerà giocatore utilissimo, ma molto sta a lui: dovrà capire ed entrare nello spirito di gruppo. Se sarà invece concentrato a fare il solista, penso che giocherà pochissime partite.

Alle spalle dell'Inter c'è la realtà più bella, quella Fiorentina che meglio di così non potrebbe proprio fare. Quello viola è un universo gradevolissimo di calcio, bel gioco, di rapporto straordinario con la città. Non è affatto un caso che quest'anno tutti gli appassionati aspettano di vedere giocare la squadra di Sousa, perché a prescindere dal risultato, che vinca o che perda, lo spettacolo è assicurato. La reazione con l'Udinese, dopo i due pareggi contro Empoli e Sassuolo, è la conferma che la Fiorentina ha le capacità per poter durare e arrivare nelle prime quattro posizioni: sarebbe un grandissimo risultato, merito di giocatori, allenatori e pubblico.

Il Napoli è caduto a Bologna, ma finora il campionato della squadra di Sarri è tutto positivo: quanto successo al Dall'Ara è però l'ennesima conferma che giocare da primo in classifica è molto complicato, più difficile che affrontare da rivelazione e di slancio le grandi squadre e avere l'opportunità di superarle. Potrebbe allora essere vero quello che ha detto Sarri, cioè che in questo momento è arrivata una sconfitta salutare. E' proprio l'allenatore a dovere gestire l'ambiente, a fare in modo che l'entusiasmo, legittimo e positivo dopo risultati eccezionali, non faccia allontanare troppo i piedi da terra. E' per questo che non si dovrebbe festeggiare prima di quando sia necessiario: non si fa un giro di campo intero dopo aver battuto l'Inter, sono manifestazioni che bisogna lasciare per quando si raggiungono traguardi come lo scudetto. E infatti subito dopo si perde a Bologna: sono coincidenze, ma sono quelle coincidenze che capitano... Ora anche Sarri ne avrà preso coscienza: non era abituato al Napoli, non era mai stato primo in classifica in serie A, saprà prendere le misure per gestire al meglio queste situazioni. Altrimenti l'entusiasmo può trasformarsi in boomerang.

La Roma continua a non vincere: ora c'è solo bisogno che Sabatini e Garcia si assumano le loro responsabilità. La vetta della classifica si allontana ma ciò che preoccupa di più è che l'autostima dei giocatori ormai è a terra. Risollevarsi non è facile, anche se c'è ancora molto tempo. Però sta al tecnico trovare una soluzione, anche rapidamente: altrimenti, dopo due secondi posti alle spalle di una Juve imbattibile, questo rischia veramente di essere l'anno della grande delusione.

E' proprio la Juve che sta tornando prepotentemente. La vittoria con la Lazio è stata la dimostrazione del 'dna' ritrovato. Piano piano il gruppo di Allegri si è ritrovato e ha recuperato le stimmate della squadra che non ha difficoltà a vincere e a rimanere sempre con i piedi per terra, anche dopo prestazioni e risultati importanti, come quelli in Champions o venerdì sera all'Olimpico contro i biancocelesti. Non ha ancora risolto tutti i suoi problemi: c'è l'attacco, ad esempio, che fatica ancora un po' e deve fare molto meglio, ma questo è un campionato che consente alla Juventus di essere secondo me di nuovo a piento titolo in lotta per lo scudetto. E c'è di più: il suo ritorno deciso, la rimonta, è sicuramente un aspetto che terrorizza le avversarie più titolate.

Nel prossimo weekend il calendario propone due partite fondamentali come Napoli-Roma e Juventus-Fiorentina: sono due gare decisive, soprattutto per giallorossi e bianconeri si tratta di chiamate quasi senza appello. Viola e azzurri avranno meno pressioni, ma è chiaro che il Napoli, se vuole coltivare sogni di scudetto, deve vincere di nuovo subito e ripartire. Ci sarà anche Lazio-Samp, sfida tra due squadre in grande difficoltà. L'anno scorso, in casa blucerchiata, è stato Mihajlovic l'artefice di un'ottima stagione. Secondo me invece Montella non è un allenatore che può prendere la squadra in corsa e c'è una evidente confusione, non solo da parte della società, ma anche per le scelte tecniche. Eppure la Samp ha buoni giocatori, ma paga il fatto di non essere ancora una squadra: Montella dovrà lavorare duramente, altrimenti il campionato potrebbe diventare drammatico. Per quanto riguarda la Lazio, Pioli secondo me è un ottimo tecnico, ma incontra sempre difficoltà nei suoi secondi anni: soffre moltissimo a confermare quanto di buono fatto nella prima stagione in panchina. Giustificazioni reali sono i tanti infortuni: non poter contare su De Vrij è un macigno molto pesante. Io Pioli lo lascerei continuare a lavorare, sono convinto che la Lazio uscirà da questo momento.