Visti dall'ala

Napoli, il segreto è nella gestione della settimana

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Con una punta di orgoglio possono dire di essere stato uno dei rappresentanti dell'ultimo Napoli campione d'inverno. Ora, a distanza di 26 anni, la situazione si ripropone, e spesso la squadra che vince questo titolo platonico alla fine vince anche lo scudetto. Ancora ovviamente è presto per parlare, ma se c'è una squadra che per quello fatto fino ad ora meriterebbe di vincere il campionato, questa è proprio il Napoli. E' la più bella, la più continua, ha l'allenatore più simpatico e 'normale', ha un presidente che non fa più tweet e soprattutto ha un sacco di giocatori che finalmente riescono a esprimere il loro valore. In fondo, tranne Allan, Reina e Hysai, è la stessa squadra dell'anno scorso quando le cose andavano diversamente. La maniera con la quale ha vinto a Frosinone è stata proprio da grande squadra, ma parte quello che vediamo tutti del campo, penso che il segreto sia nella gestione della settimana. Sarri non sbaglia una parola, la società parla poco e supporta il tecnico quando deve, quindi viaggia tutto alla perfezione.

La giornata ha sancito anche l'ennesima conferma del ritorno della Juventus. Quello sul campo della Sampdoria è stato un successo da squadra abituata a vincere, capace di dominare ma anche di saper soffrire. La gara è un po' girata quando Morata ha sbagliato un gol abbastanza facile e subito dopo Cassano l'ha riaperta: nel finale Buffon ha tremato un po', ma sono tre punti pesanti che significano l'aggancio al secondo posto. La Sampdoria però può rammaricarsi: Montella ha impostato all'inizio una tattica troppo rinunciataria, finendo per regalare un tempo agli avversari

L'Inter è invece alle prese con un paradosso. La migliore prestazione tecnica, offerta contro il Sassuolo, si è risolta in una sconfitta. Spesso invece i nerazzurri hanno giocato male e se la sono cavata con il solito 1-0. La squadra manca di equilibrio, nel senso che attaco e difesa difficilmente riescono ad avere un pari rendimento verso l'alto. Il problema è nella mancanza di personalità. Ne manca in mezzo al campo: Medel è utile ma non può essere decisivo, servirebbe un uomo di riferimento. E anche in difesa ravviso lo stesso difetto. In pratica la personalità in larga parte è in panchina con Mancini, e questo giustifica la posizione ottima in classifica. Così però l'andamento sarà sofferto fino alla fine, e la squadra vincerà il campionato sarà quella che nel ritorno riuscirà ad essere più continua. Una considerazione anche sul Sassuolo. Di Francesco è uno che veramente fa giocare bene tutti. Vero, l'ambiente è ideale, fatto su misura per un allenatore che ha bisogno di tempo. Però lui è bravissimo e merita la chance in una grande.

Passo alle note dolenti. La Roma vista con il Milan impone il mea culpa, perchè avevo detto che avrebbe vinto il campionato. Mi sbagliavo, la squadra gioca nel terrore, non sa fare le cose basilari, non mi sembra vero vedere una squadra ridotta in queste condizioni psicofisiche. Uscire da queste situazioni è difficilissimo, manca completamente l'autostima che nel calcio è fondamentale. Eppure la Roma non è ultima in classifica ed è veramente strano che l'ambiente sia così avvilito. Teoricamente la squadra potrebbe ancora dire la sua. I fatti ci indicano il contrario, e meno che non ci sia il cambio di allenatore e tutto prenda un'altra strada come ad esempio a Bologna con Donadoni. Se decidessero di fare questo potrebbe ancora esserci una svolta. Non faccio invece il mea culpa per la Fiorentina. Avevo detto che è una squadra da piazzamento ma non da scudetto, e la sconfitta con la Lazio conferma la tesi.