Un Napoli da incorniciare, ma quanto è solida questa Juve
Un Napoli da incorniciare. Contro la Sampdoria la squadra di Sarri ha inanellato una partita da capolista vera: personalità, sicurezza, certezza che prima o poi il gol arriverà. Sarri gira gli uomini e il risultato è sempre lo stesso: significa che quello azzurro è proprio un bel gruppo, che a questo punto ha il dovere di lottare fino all'ultimo minuto per vincere lo scudetto. Anche gli avversari danno la sensazione di essere destinati a perdere. Prendiamo ad esempio l'approccio della Sampdoria, apparsa quasi rassegnata: pur avendo buona considerazione di Montella, e senza tirare in ballo i numeri, mi sembra che Zenga possa essere rimpianto. Inoltre bisogna anche considerare la settimana di avvicinamento degli azzurri, caratterizzata da stupidaggini verbali che non dovrebbero ma possono capitare. Mi riferisco ovviamente all'episodio Sarri-Mancini. A volte purtroppo il mondo del calcio è fatto di superficialità: Sarri c'è…
Un Napoli da incorniciare. Contro la Sampdoria la squadra di Sarri ha inanellato una partita da capolista vera: personalità, sicurezza, certezza che prima o poi il gol arriverà. Sarri gira gli uomini e il risultato è sempre lo stesso: significa che quello azzurro è proprio un bel gruppo, che a questo punto ha il dovere di lottare fino all'ultimo minuto per vincere lo scudetto. Anche gli avversari danno la sensazione di essere destinati a perdere. Prendiamo ad esempio l'approccio della Sampdoria, apparsa quasi rassegnata: pur avendo buona considerazione di Montella, e senza tirare in ballo i numeri, mi sembra che Zenga possa essere rimpianto. Inoltre bisogna anche considerare la settimana di avvicinamento degli azzurri, caratterizzata da stupidaggini verbali che non dovrebbero ma possono capitare. Mi riferisco ovviamente all'episodio Sarri-Mancini. A volte purtroppo il mondo del calcio è fatto di superficialità: Sarri c'è caduto ma ha chiesto scusa. Poteva finire lì, ma in Italia siamo maestri a vivere nel torbido e a volte l'atteggiamento mediatico, più che dell'approfondimento, ha le caratteristiche dell'accanimento. Quindi doppio applauso alla squadra, che ha superato un altro esame di maturità.
Se il Napoli dà spettacolo, la Juve mostra una solidità impressionante. Vincere la gara con la Roma non era impresa semplice. I giallorossi infatti hanno giocato una partita molto attenta in fase difensiva, non oltrepassando però di fatto mai la metà campo. Il paradosso è che la squadra di Spalletti ha preso il gol in contropiede: ha perso palla Florenzi, poi Pogba è stato bravissimo a verticalizzare e Dybala addirittura pazzesco nel segnare. Non è stata certo una bella partita, anzi... La Juve però è anche questa: sa aspettare e colpire al momento giusto. Con il Napoli sono squadre molto diverse: la squadra di Sarri è più bella, quella di Allegri concreta e abituata a lottare per lo scudetto. Sarà un duello entusiasmante fino all'ultimo. La Roma ha avuto un atteggiamento umile, forse troppo. Però l'ambiente è depresso, non consentiva di andarsela a giocare a viso aperto con spavalderia.
Tornando al citato episodio Mancini-Sarri, questo non ha invece giovato all'Inter. Quella nerazzurra infatti, tutto è meno che una squadra completa. Non è ambiente perfetto nel quale si può pensare solo a vincere la partita. Fatto sta che dopo tutta questa attenzione mediatica, la partita è stata disastrosa: l'Inter poteva prendere quattro gol, ed al massimo poteva farne due/tre. Se consideriamo che ha giocato contro il Carpi è un campanello d'allarme. Sono un estimatore di Mancini, stavolta però la battuta su Icardi relativamente al gol sbagliato ("Lo facevo anche io a 50 anni...") se la poteva risparmiare, anche perché lo spogliatoio queste cose non le prende bene. Gli attaccanti faranno pure pochi gol, ma come ho già sottolineato altre volte il problema è la mancanza di personalità a centrocampo. In tal senso Felipe Melo, tanto per citarne uno, risolve poco.
Per il resto, la solita Fiorentina alti e bassi, destinata a giocarsela per terzo, quarto o quinto posto. Per l'Europa che conta vedo la possibilità di rientrare per la Lazio: ha fatto una bella vittoria con il Chievo, mi sembra una squadra in crescita.
Se il Napoli dà spettacolo, la Juve mostra una solidità impressionante. Vincere la gara con la Roma non era impresa semplice. I giallorossi infatti hanno giocato una partita molto attenta in fase difensiva, non oltrepassando però di fatto mai la metà campo. Il paradosso è che la squadra di Spalletti ha preso il gol in contropiede: ha perso palla Florenzi, poi Pogba è stato bravissimo a verticalizzare e Dybala addirittura pazzesco nel segnare. Non è stata certo una bella partita, anzi... La Juve però è anche questa: sa aspettare e colpire al momento giusto. Con il Napoli sono squadre molto diverse: la squadra di Sarri è più bella, quella di Allegri concreta e abituata a lottare per lo scudetto. Sarà un duello entusiasmante fino all'ultimo. La Roma ha avuto un atteggiamento umile, forse troppo. Però l'ambiente è depresso, non consentiva di andarsela a giocare a viso aperto con spavalderia.
Tornando al citato episodio Mancini-Sarri, questo non ha invece giovato all'Inter. Quella nerazzurra infatti, tutto è meno che una squadra completa. Non è ambiente perfetto nel quale si può pensare solo a vincere la partita. Fatto sta che dopo tutta questa attenzione mediatica, la partita è stata disastrosa: l'Inter poteva prendere quattro gol, ed al massimo poteva farne due/tre. Se consideriamo che ha giocato contro il Carpi è un campanello d'allarme. Sono un estimatore di Mancini, stavolta però la battuta su Icardi relativamente al gol sbagliato ("Lo facevo anche io a 50 anni...") se la poteva risparmiare, anche perché lo spogliatoio queste cose non le prende bene. Gli attaccanti faranno pure pochi gol, ma come ho già sottolineato altre volte il problema è la mancanza di personalità a centrocampo. In tal senso Felipe Melo, tanto per citarne uno, risolve poco.
Per il resto, la solita Fiorentina alti e bassi, destinata a giocarsela per terzo, quarto o quinto posto. Per l'Europa che conta vedo la possibilità di rientrare per la Lazio: ha fatto una bella vittoria con il Chievo, mi sembra una squadra in crescita.