Visti dall'ala

La Juventus non si ferma più. Napoli, l'emblema è Jorginho

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Nell'analisi della giornata mi sembra doveroso partire dalla Juventus, che contro la Chievo ha collezionato la 12esima vittoria consecutiva. Definirla solida, come ho fatto recentemente, mi sembra stavolta irriverente. La Juventus sta iniziando a esprimere un calcio di grande qualità: vero che il Chievo tra mercato e infortuni è nel momento peggiore, ma la disinvoltura con la quale ha risolto la pratica va sottolineata. Addirittura Morata è diventato il finalizzatore: lo spagnolo non entusiasma, ma le sue reti erano l'unica cosa che mancava. Da quando hanno iniziato a vincere con continuità, i bianconeri hanno evidenziato un miglioramento sotto tutti i punti di vista. Evidenzierei la gestione del prepartita da parte di Allegri: sembrava che incontrasse il Bayern Monaco invece del Chievo. E' in queste cose che si vede il lavoro dell'allenatore: tenere tutti sulla corda vale più che insegnare un paio di gesti tecnici. Ora tutti aspettiamo la grande sfida con il Napoli, alla quale la Juve potrebbe arrivare con 14 vittorie in fila: Genoa in casa e Frosinone fuori non sembrano difficili, ma ricordiamo nella gara d'andata i pareggi con Chievo e lo stesso Frosinone.

Splendido il Napoli, che fa diventare tutto facile. Sotto di un gol ne ha fatti 5 giocando molto bene. Gli azzurri ormai sono una vera squadra: in 4 mesi di lavoro, compreso il ritiro e le prime gare senza risultati, Sarri capito come creare un meccanismo perfetto. Ribadisco il mio concetto: è Jorginho il giocatore chiave. Se tocca 2000 palloni e ne sbaglia uno, allora la squadra non può che giocare bene. Ovvio che poi vanno riconosciute anche le qualità tecniche immense di Higuain e Insigne e l'importanza tattica di Hamsik, tanto per citarne alcuni. Però è la regia di Jorginho il classico valore aggiunto. Una considerazione sull'Empoli, che non mi è piaciuto. Portare palla nella metà campo avversaria non significa giocare bene, a Napoli non si può impostare la gara in maniera così presuntuosa. Un atteggiamento che forse è il problema del suo allenatore: sei l'Empoli, non il Barcellona, qualche palla in tribuna si può anche buttare.

Arrivo al derby milanese, meritatamente vinto dal Milan. La squadra di Mihajlovic ha avuto grande gamba, ha retto la forza d'urto dell'Inter e poi ha vinto con tecnica e razionalità. Parlare di terzo posto è ancora prematuro, il Milan deve per ora solo cercare di continuare a giocare da provinciale e vincere più partite possibile, quindi si farà il bilancio. L'Inter invece continua a fare passi indietro. Il derby è stato disastroso, sbagliato sotto tutti i punti di vista. Limiti caratteriali ma soprattutto tecnici. In mezzo al campo serviva necessariamente un giocatore di qualità e personalità, invece sul mercato Mancini ha puntato su Eder, un'altra punta. Inoltre, se prendi un giocatore come lui lo devi affiancare a Icardi, non metterlo al suo posto.

Bellissima la vittoria della Roma. Si sono viste delle ottime cose, la squadra mi è piaciuta per settanta minuti e non sono d'accordo con i fischi a Dzeko. Per me il bosniaco ha fatto una buona partita, producendo anche un paio di belle conclusioni. La squadra fa ancora fatica a trovarlo, ma la strada mi sembra quella giusta. Salah piuttosto mi sembra inutile in quel contesto: è l'affare migliore che ha fatto la Fiorentina, ma nel perderlo... Capisco perché il Chelsea non lo ha tenuto, è un giocatore che quando è in grandi condizioni è utile solo per il contropiede, ma difficilmnente la Roma gioca in questo modo. Per il resto, Spalletti sta lavorando bene: ha rischiato mettendo Rudiger a destra e facendo fare tutta la fascia a El Shaarawy.  Il tecnico ha subito preso atto della situazione, sta apportando modifiche opportune anche se è chiaro che Totti non può risolvere i problemi a 39 anni, e non è neanche giusto sperarlo.