Visti dall'ala

Cruyff, un campione dal cuore grande

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E' chiaro che Johan Cruyff viene ricordato come uno dei più grandi giocatori e uno degli allenatori più interessanti di sempre. A lui non interessava la vittoria senza il bel gioco, la fase difensiva non aveva senso se non funzionale all'attacco. Il suo pensiero è stato tra i più affascinanti, ma ritengo che al suo cospetto la cosa migliore sia il silenzio mentre si osservano le immagini di quello che è stato.

Io però voglio ricordare Cruyff sotto un altro aspetto, quello della solidarietà. Quando si sapeva che c'era lui ai tornei di golf che organizziamo con la nostra fondazione per raccogliere fondi contro la Sla, gli sponsor correvano, i giornalisti facevano a gara per accreditarsi, Sky o Rai chiedevano un' intervista esclusiva, gli imprenditori sognavano di passare qualche ora con lui. E Johan è sempre venuto, è stato splendido, dal cuore grande.

L'ultimo volta lo scorso mese di giugno. Stava benissimo, durante la cena aveva comprato la bandiera di una buca con le firme di tutti i golfisti offrendo più di tutti e dando quindi una contributo personale alla raccolta. Perché al di là della fama planetaria, era una persona capace sempre di stare sulle cose importanti, come la sua scuola di formazione per dirigenti sportivi in tutto il mondo. Ci teneva tantissimo, perchè sosteneva che gli sportivi se avessero studiato e fossero provvisti sale in zucca, potevano fare i dirigenti meglio di avvocati, manager e via dicendo.

Voglio inoltre riordare la soddisfazione enorme che Johan mi diede qualche anno fa. Ero a Barcellona per una semifinale di Champions, e chiesi di giocare a golf con lui. Disse sì, e passai una mattinata stupenda, prima giocando e quindi pranzando. Ebbi modo di conoscerlo meglio, era godibile, parlava benissimo spagnolo e inglese ma si esprimeva anche in un buon italiano.