La Juventus stramerita di vincere lo scudetto. La squadra di Allegri ha una capacità straordinaria di adeguarsi all'intensità delle partite, è camaleontica, ha l'umiltà di chi fa tutto quello che serve per uscire dal campo con il risultato. Non dà mai l'impressione di essere con la testa da un'altra parte, cosa capitata ad esempio a Napoli, Roma e Fiorentina, capaci più di una volta di offrire prestazioni più spettacolari della Juve, ma senza la ferocia agonistica della capolista. Prendiamo la gara del Meazza. Il Milan erano mesi che non correva e 'picchiava' in quel modo, ma la Juve ha fatto ancora di più. Se il Milan avesse giocato sempre con quella cattiveria avrebbe un posto importante in classifia, il problema è che con le piccole pensa di passeggiare. Il vero miracolo di Bonucci, Lichtsteiner, Barzagli e via dicendo è proprio questa umiltà. Capitolo a parte invece per Buffon: se hai un giocatore così, c'è solo da guardare e stare zitti. Le parole potrebbero rovinare i gesti tecnici, la loro importanza. Bisogna raccontarli, scriverne, è chiaro: però a volte le immagini senza commento sarebbero il tributo migliore alle prodezze, ognuno dovrebbe avere la libertà di commentare tali magnificenze. Le due parate che fa Buffon, anche condite da un pizzico di buona sorte, tolgono ogni dubbio su chi sia il portiere più forte della storia del calcio.
Insomma, perdere con una squadra così, tutto è meno che un disonore. Il Napoli che batte il Verona, gioca benissimo, crea tante occasioni e lo fa senza Higuain. Poteva essere più vicino alla Juve, ma ha fatto un po' fatica a credere di essere un gruppo straordinario e concentrarsi solo su quello che capitava in campo. Comunque finora ha fatto un campionato fantastico e deve finire in maniera analoga. Con un allenatore così inesperto di alta classifica, che ha preso la squadra dopo la lunga incognita Benitez, non era facile . Se poi la Juve fa 21 su 22 bisogna avere il coraggio di rispettare questa grande e rendersi conto che questo non è un secondo posto qualunque.
Il dato negativo è su Milano, città che resta calcisticamente in crisi. Parto dall'Inter: la squadra che fu di Moratti e Mourinho ha fatto felici i tifosi con le vittorie e tutto quanto. Ma avere tutti questi stranieri porta a ricostruzioni infinite, e la strategia non sembra camboiata. Se non si trova una base italiana su cui appoggiarsi è difficile per tutti. Per il Milan invece vale il discorso inverso. Prendiamo il primo gol di Mandzukic, favorito da un errore di Romagnoli. Il ragazzo è un investimento importantissimo, ma forse ci voleva un altro anno in provincia. Anche il Milan deve iniziare a porsi delle domande. Cerci è un altro esempio: è andato a prenderlo in Spagna, lo ha lasciato dopo due mesi. Anche nell'ambiente rossonero sembra arrivato il momento di cambiare tutto.
Insomma, perdere con una squadra così, tutto è meno che un disonore. Il Napoli che batte il Verona, gioca benissimo, crea tante occasioni e lo fa senza Higuain. Poteva essere più vicino alla Juve, ma ha fatto un po' fatica a credere di essere un gruppo straordinario e concentrarsi solo su quello che capitava in campo. Comunque finora ha fatto un campionato fantastico e deve finire in maniera analoga. Con un allenatore così inesperto di alta classifica, che ha preso la squadra dopo la lunga incognita Benitez, non era facile . Se poi la Juve fa 21 su 22 bisogna avere il coraggio di rispettare questa grande e rendersi conto che questo non è un secondo posto qualunque.
Il dato negativo è su Milano, città che resta calcisticamente in crisi. Parto dall'Inter: la squadra che fu di Moratti e Mourinho ha fatto felici i tifosi con le vittorie e tutto quanto. Ma avere tutti questi stranieri porta a ricostruzioni infinite, e la strategia non sembra camboiata. Se non si trova una base italiana su cui appoggiarsi è difficile per tutti. Per il Milan invece vale il discorso inverso. Prendiamo il primo gol di Mandzukic, favorito da un errore di Romagnoli. Il ragazzo è un investimento importantissimo, ma forse ci voleva un altro anno in provincia. Anche il Milan deve iniziare a porsi delle domande. Cerci è un altro esempio: è andato a prenderlo in Spagna, lo ha lasciato dopo due mesi. Anche nell'ambiente rossonero sembra arrivato il momento di cambiare tutto.