La Juventus a Palermo, pur vincendo, ha giocato una gara oggettivamente modesta. Le parole di giocatori e allenatore del resto quelle di gente consapevole di aver giocator male, non c'è stata una voce fuori dal coro. La Juventus ha un record straordinario da raggiungere con il sesto scudetto consecutivo: per ora è un gran gruppo, ma deve diventare una squadra. Ancora non lo è, lo ha dimostrato nelle partite con Siviglia, Inter e Palermo: difficoltà ammesse anche da Allegri, che pensava fosse tutto più semplice. Invece ancora c'è da lavorare, tra infortuni ed un equilibrio ancora tentennante tra fase offensiva e difensiva. Il reparto in maggiore difficoltà è il centrocampo: in Italia può andare, ma non mi sembra ancora di livello internazionale. Poi consideriamo anche il fattore psicologico: dover vincere per forza è un bel problema, a detta degli stessi juventini quella bianconera è la squadra che deve vincere, e una pressione del genere può anche diventare un peso.
Bellissimo invece il Napoli. Ora per un altro salto di qualità, Sarri deve allargare la base dei titolari, fare diventare gente da 16 partite anche chi gioca meno, mi vengono in mente Maggio e Strimic. Il Napoli ha bisogno di questo, poi tecnicamente e tatticamente può competere sia in Champions che in campionato, anche se ancora la vedo dietro alla Juve. Altro fattore importante sarà il rendimento di due uomini: il primo è Reina, perché alle grandi vittorie ti porta un grande portiere. Lo spagnolo ha personalità e doti tecniche per fare la differenza, ma deve dimostrarlo. L'altro e Koulibaly, il classico giocatore in più: difesa, ma anche costruzione di gioco.
L'Inter pareggiando in casa con il Bologna ha persona una buona occasione, ma De Boer mi è piaciuto moltissimo quando ha tolto Kondogbia e soprattutto quando ha spiegato il motivo della sostituzione. Non ha seguito le sue direttive, non ha mai giocato facile ed allora è stato spedito a fare la doccia con larghissimo anticipo. De Boer è uomo di coraggio, ma ha anche la personalità per tentare di far fare all'Inter il gioco che ha in testa. A proposito di Bologna, bravo Donadoni: le sue squadre ottengono risultati giocando bene, non si capisce come mai non sia in una grande squadra. A questo punto spero che il Bologna lo diventi, ha un presidente attrezzato per riuscirci.
Vengo alla nota dolente della giornata, la Roma. Ascoltando le dichiarazioni di Spalletti viene automatico condividerle. Se al secondo anno un tecnico denuncia la difficoltà di fare il capo, c'è qualcosa che non si riesce a mettere a posto. Anche le sostituzioni fatte nella ripresa suonano da quasi da autocondanna: capisco la difficoltà del momento, ma non è da lui fare un rischiattutto che non porta da nessuna parte. Come uscirne? Totti e Spalletti devono parlare alla squadra, mettersi sulle loro spalle i problemi e portare il gruppo a dare sempre tutto. Non si può sempre vincere, ma almeno dal punto dell'intensità si deve trovare continuità.
Bellissimo invece il Napoli. Ora per un altro salto di qualità, Sarri deve allargare la base dei titolari, fare diventare gente da 16 partite anche chi gioca meno, mi vengono in mente Maggio e Strimic. Il Napoli ha bisogno di questo, poi tecnicamente e tatticamente può competere sia in Champions che in campionato, anche se ancora la vedo dietro alla Juve. Altro fattore importante sarà il rendimento di due uomini: il primo è Reina, perché alle grandi vittorie ti porta un grande portiere. Lo spagnolo ha personalità e doti tecniche per fare la differenza, ma deve dimostrarlo. L'altro e Koulibaly, il classico giocatore in più: difesa, ma anche costruzione di gioco.
L'Inter pareggiando in casa con il Bologna ha persona una buona occasione, ma De Boer mi è piaciuto moltissimo quando ha tolto Kondogbia e soprattutto quando ha spiegato il motivo della sostituzione. Non ha seguito le sue direttive, non ha mai giocato facile ed allora è stato spedito a fare la doccia con larghissimo anticipo. De Boer è uomo di coraggio, ma ha anche la personalità per tentare di far fare all'Inter il gioco che ha in testa. A proposito di Bologna, bravo Donadoni: le sue squadre ottengono risultati giocando bene, non si capisce come mai non sia in una grande squadra. A questo punto spero che il Bologna lo diventi, ha un presidente attrezzato per riuscirci.
Vengo alla nota dolente della giornata, la Roma. Ascoltando le dichiarazioni di Spalletti viene automatico condividerle. Se al secondo anno un tecnico denuncia la difficoltà di fare il capo, c'è qualcosa che non si riesce a mettere a posto. Anche le sostituzioni fatte nella ripresa suonano da quasi da autocondanna: capisco la difficoltà del momento, ma non è da lui fare un rischiattutto che non porta da nessuna parte. Come uscirne? Totti e Spalletti devono parlare alla squadra, mettersi sulle loro spalle i problemi e portare il gruppo a dare sempre tutto. Non si può sempre vincere, ma almeno dal punto dell'intensità si deve trovare continuità.