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Inter, Icardi è un problema: ma non deve essere un alibi

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L'Inter aveva illuso tutti, soprattutto Icardi aveva illuso tutti nella grande prestazione contro la Juve. Poi le cose sono cambiate, e De Boer dovrebbe spiegarci cosa è successo. Da fuori si vede una squadra che non riesce a dimostrare la stessa cattiveria e voglia di vincere. Non sto parlando dei gol, c'entra la mentalità. Una grande squadra tratta il Cagliari come il Real Madrid. I fatti societari non aiutano, Icardi che scrive i libri a 22 anni ed entra in pesante polemica con i tifosi idem, ma questi non devono comunque essere alibi. E qui deve emergere il polso del tecnico: se vede un giocatore che vuole fare lo scrittore, non lo deve far giocare. Inoltre non si capisce perché all'Inter non ci sia una società che gestisce le situazioni, ogni volta ne esce una... Tornando alla rottura tra Icardi e la curva, sarebbe drammatico se un giocatore andasse via perché non va d'accordo con la parte più calda del tifo, ma è altrettanto drammatico avere un centravanti capitano che non fa altro che alimentare cattivi rapporti. Nessun moralismo da parte mia, ma i soldi devono aumentare la responsabilità degli uomini: se uno guadagna tanto vuol dire che se lo merita, e quindi deve rispondere a mille domande, non a dieci. A dieci può permettersi di rispondere chi guadagna 1000 euro al mese, non 5 milioni all'anno.

Passo alle altre iniziando dalla Roma. I giallorossi fanno una partita da grande squadra: non sul piano del gioco, perché il Napoli ha giocato meglio. Ma soffrono, difendono e quando hanno la possibilità fanno gol non mollando mai la presa. Alla Roma ora serve continuità, dipenderà molto anche dal lavoro di Spalletti, non solo tecnico-tattico ma mentale.Se Salah lotta contro Koulibaly e gli sottrae palla, questo vuol dire che qualità viene unita alla convinzione, e qui l'allenatore conta. Il Napoli, ripeto, ha giocato bene. Ha creato occasioni, ma avrebbe bisogno del miglior Gabbiadini. La squadra di Sarri, per tipologia di gioco, ha bisogno di un finalizzatore. Ma vorrei sottolineare anche l'errore difensivo sul primo gol, altro figlio di una estate troppo chiacchierata. Koulibaly era un altro in scadenza, non è stato venduto, De Laurentiis parlava di una forte offerta del Chelsea di Conte. Per me tutte queste cose influiscono, ma forse sono convinzioni di un ex calciatore un po' romantico e fuori moda...

E poi c'è la Juve, che vince con l'Udinese ma fa gol solo su calcio piazzato. E' l'unico dato che deve preoccupare Allegri. Il pressing avanzato dei friulani ha messo in difficoltà la capolista, ma la Juve è una grande squadra, non sbaglia mai intensità e voglia di vincere. Udinese, Inter, Roma sono trattate alla stessa maniera. E' una caratteristica del dna, quindi gli allenatori se la ritrovano. Io continuo a sostenere che la Juve vincerà lo scudetto con almeno 15 punti di  vantaggio sulla seconda. Già il pensiero di conquistare sei scudetti di seguito alimenta in maniera enorme l'autostima. Va bene la Champions, ma anche questo è un obbiettivo pazzesco.