Visti dall'ala

A Empoli c'è la differenza tra Juve e Roma

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Vedere giocare la Juve il giorno prima, vedere giocare il giorno dopo le altre. Acuisce ancora di più la sensazione sulla differenza esistente. La Juventus è fortissima, le altre fanno fatica: concetto elementare, ma è la fotografia di quello che è di quello che sarà questo campionato. La partita di Bonucci contro il Napoli fa capire tutto o quasi: mai una banalità, sempre una copertura puntuale o una impostazione di qualità. Cinque-sei interventi di Bonucci li farei vedere a chi vuole fare il difensore, e non parlo del gesto tecnico, quanto di un atteggiamento mentale. Nella sua partita c'è la grandezza della Juventus, una squadra che 'sopporta' Hernanes centrale, che 'sopporta' Mandzukic accanto a Higuain, che 'sopporta'  Khedira non in grande forma e soprattutto doma il Napoli. La squadra di Sarri ha dimostrato che nelle verticalizzazioni poteva mettere in difficoltà anche i pensieri di Bonucci, ma ne ha fatta solo una: con Insigne in occasione del gol di Callejon. Diawara è bravo, ma deve guardarsi le partite di Pirlo, che metteva dieci palle in verticale a partita. Sul piano del gioco Juve e Napoli si sono equivalse, ma la personalità è stata molto diversa. Gli azzurri è come se fossero andati a Roma senza vedere il Papa... Per me, a pieno organico, la Juve il campionato lo vince passeggiando, semmai è da capire come si comporterà in Europa.

Passo alla Roma, che suscita considerazioni contrastanti. Quando una squadra crea quello che si è visto a Empoli c'è poco da dire, forse che i tiri di Dzeko ed El Shaarawy dovevano andare dieci centimetri più a destra o sinistra. Però va anche detto che la partita ribadisce la solita cantilena: per vincere la Roma deve fare molto di più di quello che fa la Juve. Esempio a contrario rispetto a quello che ho detto di Dzeko ed El Shaarawy: Salah nella sua grande occasione doveva far gol. Ed ecco che Empoli è la cartina al tornasole del campionato: la Juve non ha brillato ma ci ha vinto 3-0, la Roma non ha proprio segnato.

Bene il Milan, che riesce a giocare da provinciale e vince partite complesse come quella con il Pescara. L'esempio di questa destrezza è Bonaventura, che ha l'intuizione di tirare sotto la barriera e fare gol. Penso che la posizione dei rossoneri sia meritata, e che in generale la classifica rispecchi il livello del gioco. Mi riferisco anche al Napoli -sotto agli standard dello scorso anno- ed alla Lazio. Simone Inzaghi è uno che merita di stare al quarto posto: sta gestendo alla grande un gruppo giovane ed è l'unico tra le prime ad avere un centravanti titolare italiano.