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La Juve rientra nella normalità

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La Juve ha riproposto, come era ed è lecito aspettarsi, una partita da prima in classifica, da squadra più forte che non può perdere questo scudetto. Ci ha messo 20 minuti per risolvere la partita con il Sassuolo, con il nuovo modulo che funziona, accettato senza il minimo problema da tutti, Marchisio e Barzagli compresi. Del resto la Juve fa notizia quando perde, ma se fa queste vittorie rientra nella normalità. Poi non vorrei che Dybala con il suo comportamento dopo la sostituzione mettesse a rischio la serenità dello spogliatoio: non dare la mano all'allenatore è una cosa grave, soprattutto da una ragazzo da tutti indicato come molto corretto nei confronti di tutti. Tatticamente parlando, Mandzukic può fare qualsiasi cosa, ma anche Higuain e lo stesso Dybala sono stati i primi ad opporsi all'impostazione della manovra del Sassuolo. Ora vediamo se questa formula diventa proponibile in Champions, perché la differenza tra una stagione normale e una super la farà il rendimento in Europa. Di sicuro vorrei vedere anche in coppa questa capacità di giocare trenta metri più avanti, magari soffrendo ma senza mai rinunciare in anticipo ad essere propositivi.

Sulla Roma, dopo la sconfitta con la Sampdoria, vanno fatte una serie di considerazioni. Innanzitutto la squadra di Spalletti ha fatto una serie di vittorie ed ha strameritato la possibilità di lottare per lo scudetto. Spalletti ha chiesto personalità e intensità, è stato molto bravo nel proporre una difesa a tre con elementi importanti. Detto ciò, giusto fare un appunto al tecnico, visto che con l'esclusione di Manolas e l'inserimento di Vermaelen -che non ha certo brillato- è stato lui stesso a togliere quelle certezze che aveva dato al gruppo. E il sistema ha scricchiolato subito. A sostegno della mia teoria un fatto: la Juve di Conte non ha mai rinunciato a Barzagli, Bonucci e Chiellini... Una squadra che deve vincere deve avere una impronta precisa, ed anche se Manolas non ha le caratteristiche per impostare il gioco, intanto fai finire la partita 0-0, dai le certezze sulla difesa fortissima e poi vediamo che succede.

Male anche il Napoli, bloccato da un orgoglioso Palermo. La squadra di Sarri ha pagato la giornataccia degli esterni, ma quando arrivano partite di questo tipo bisogna anche adeguarsi, cambiare in corsa sistema di gioco. Nel finale, quanto è entrato Pavoletti, era necessario fare quindici cross, invece non ne è arrivato neanche uno. Gli azzurri sono stati un po' troppo prigionieri degli schemi: ad esempio su parecchi calci d'angolo i calciatori di sono 'intruppati'... E riallego il discorso fatto per la Juve, ma come argomento a contrario: queste partite contro il fanalino di coda le grandi le devono vincere.

Molto bene l'Inter. Si diceva dall'inizio che avesse un gruppo importante. Mancini poi ha lasciato per problemi generali, De Boer non ci ha capito niente. Quindi Pioli ha normalizzato tutto, ha proposto cose semplici e la squadra è diventata divertente ed efficace. E poi ci sono Gagliardini e Candreva e D'Ambrosio: tre italiani(!) in campo, per i nerazzurri una vera svolta.

Chiudo con il Milan. Ha tirato, ha tirato, ma adesso sta pagando la grande rincorsa fatta per arrivare tra le prime del campionato. Anche oggi Donnarumma poteva fare meglio sul secondo gol dell'Udinese. Il portiere resta un talento straordinario, ma forse avrebbe bisogno di riposare un po', senza pensare ai contratti per il prossimo anno. Le cifre che girano in questo professionismo esasperato possono rovinare la serenità di chiunque. figuriamoci di un ragazzo di diciassette anni.