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Juventus, a Napoli ci voleva più personalità

(ansa)
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Nel pareggio con il Napoli, la Juve ha avuto una percentuale spaventosa di realizzazione: un tiro, un gol, dunque il 100%. Ma è troppo poco per chi sta comandando il campionato. Una squadra di personalità come la Juve deve fare infatti meglio, piazzando tre quattro contropiede per fare il 2-0 e chiudere i giochi. I bianconeri si dovevano alzare trenta metri, e Higuain così isolato non poteva fare molto di più, stretto com'era nella morsa di 4 difensori. Giusto anche dire che probabilmente Allegri in questo momento conosce i limiti della squadra ed allora ha impostato una gara di grande umiltà. Sei punti di margine sulla Roma sono ancora tanti, ma la capolista farà bene a rimanere concentrata, anche perché quando si iniziano a perdere punti la situazione si può complicare. Molto meglio il Napoli dunque, che ha strameritato il pareggio ma avrebbe potuto ottenere qualcosa di più. Oltre al gol di Hamsik, ci sono state le o…
Nel pareggio con il Napoli, la Juve ha avuto una percentuale spaventosa di realizzazione: un tiro, un gol, dunque il 100%. Ma è troppo poco per chi sta comandando il campionato. Una squadra di personalità come la Juve deve fare infatti meglio, piazzando tre quattro contropiede per fare il 2-0 e chiudere i giochi. I bianconeri si dovevano alzare trenta metri, e Higuain così isolato non poteva fare molto di più, stretto com'era nella morsa di 4 difensori. Giusto anche dire che probabilmente Allegri in questo momento conosce i limiti della squadra ed allora ha impostato una gara di grande umiltà. Sei punti di margine sulla Roma sono ancora tanti, ma la capolista farà bene a rimanere concentrata, anche perché quando si iniziano a perdere punti la situazione si può complicare. Molto meglio il Napoli dunque, che ha strameritato il pareggio ma avrebbe potuto ottenere qualcosa di più. Oltre al gol di Hamsik, ci sono state le occasioni di Insigne e Mertens. Gli undici di Sarri non hanno concesso mai il contropiede, comandando il gioco al cospetto di giocatori di grande capacità difensiva schierati a difensa del risultato.

La Roma dal canto suo ha fatto il compitino, vincendo con l'Empoli una gara che ha affrontato in maniera quasi annoiata. La cosa che va evidenziata è la situazione di Spalletti dopo le ultime esternazioni: un divorzio che, come avevamo scritto, era annunciato da parecchio tempo. Questo però non si ripercuoterà sul rendimento della squadra, quindi in caso di mancata qualificazone per la finale di Coppa Italia con la Lazio il tecnico, non dovrà essere un alibi. Del resto quando ero alla Juve, Trapattoni ci disse nel dicembre del 1985 che nella stagione successiva sarebbe andato all'Inter. Vero, la Roma ci rimontò otto punti nel girone di ritorno, ma fu un caso tanto che alla fine lo scudetto lo vincemmo comunque noi. Un discorso che mi dà occasione di ribadire una mia convinzione: l'allenatore conta il 20%, alla Roma come in tutte le squadre del mondo. Bastano una buona gestione dello spogliatoio e due idee chiare sul sistema di gioco, ma non serve Eistein e tanto meno la scuola di Coverciano...