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Di Francesco, la Roma non è il Sassuolo

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La vittoria della Roma sul campo dell'Atalanta mi fa venire in mente una considerazione: la squadra vista a Bergamo non c'entra niente con il Sassuolo di Di Francesco. E' mia opinione che il tecnico non debba inseguire il modulo adottato in Emilia, bensì adeguare il gioco della Roma ai giocatori che ha. In rosa ci sono elementi affermati, che devono esprimere la loro storia e tradizione. A Sassuolo c'era gente che doveva fare carriera, con altre motivazioni. Stavolta ho visto giocatori preoccupati di muoversi, di fare i movimenti giusti, elementi già fatti 'legati' dalla tattica. Poi ci ha pensato l'invenzione di Kolarov, ma non è stata una bella Roma. Il lato positivo però c'è stato, a parte i tre punti: la squadra ha avuto la capacità e la concentrazione di restare nella partita e portarla a casa.
 
Un passo indietro per parlare di Juve e Napoli: le vittorie su Cagliari e Verona hanno evidenziato la diffe…
La vittoria della Roma sul campo dell'Atalanta mi fa venire in mente una considerazione: la squadra vista a Bergamo non c'entra niente con il Sassuolo di Di Francesco. E' mia opinione che il tecnico non debba inseguire il modulo adottato in Emilia, bensì adeguare il gioco della Roma ai giocatori che ha. In rosa ci sono elementi affermati, che devono esprimere la loro storia e tradizione. A Sassuolo c'era gente che doveva fare carriera, con altre motivazioni. Stavolta ho visto giocatori preoccupati di muoversi, di fare i movimenti giusti, elementi già fatti 'legati' dalla tattica. Poi ci ha pensato l'invenzione di Kolarov, ma non è stata una bella Roma. Il lato positivo però c'è stato, a parte i tre punti: la squadra ha avuto la capacità e la concentrazione di restare nella partita e portarla a casa.
 
Un passo indietro per parlare di Juve e Napoli: le vittorie su Cagliari e Verona hanno evidenziato la differenza enorme tra le grandi e le piccole. Circa la Juve, l'unica novità è che nessun acquisto estivo è partito titolare. Allegri ha preferito mettere in campo addirittura qualche giocatore trascurato l'anno scorso, e questo è segnale della gestione molto convinta di quello che vede durante gli allenamenti. Allenatore forte di una società forte. Nel caso ce ne fosse bisogno, faccio notare che c'è Buffon in porta: è ancora il migliore al mondo ed è il migliore di tutti i tempi. Mi è piaciuto anche il Napoli: il leggero calo negli ultimi minuti non è paragonabile a certi finali dell'anno scorso. La squadra di Sarri ha mostrato tutto il suo essere forte.

Sul Milan ribadisco quello che ho detto a proposito di Juve e Napoli: la differenza con il Crotone, pur penalizzato dall'espulsione quasi immediata, è apparsa evidente. Intanto però una squadra quasi tutta nuova sembra aver trovato equilibrio: Bonucci è già padrone della difesa, i nuovi sanno cosa fare. Inoltre nell'applicazione dei giocatori in campo vedo entusiasmo. Aspettiamo test più probanti, ma intanto va dato atto a Montella di un bel lavoro. Chiudo con l'Inter, che ha dominato la Fiorentina: diciamo che questa squadra mi sorprendeva più lo scorso anno quando combinava poco o niente. Ora però le cose sono diverse: i giocatori in larga parte sono rimasti gli stessi e un tecnico esperto come Spalletti, con un materiale così a disposizione, non è certo uno che fa guai.