Ho passato tutto il pomeriggio e la serata di mercoledì sul divano trascurando i miei figli e mia moglie. Ma tra partite di calcio e tennis era una giornata bellissima di sport da vedere. Poi è entrato in scena il Var, e mi è venuto il mal di pancia dal ridere. Mi sono immaginato a commentare gli episodi a Sky ed ho molto apprezzato il fatto di non esserci. Anche perché ho capito l'imbarazzo della gente che fa questo lavoro. Adani che dal San Paolo, sul rigore non dato al Napoli dice 'non si può discutere questa cosa'. E perché avvalorare il proprio pensiero dicendo che non si può discutere su un fatto? In tutte le tv ormai regna l'incertezza, quasi la paura di dire le cose. Il signor Teotino in Rai si è assunto la responsabilità di dire che non era rigore, ma subito dopo ha fatto una filippica sul fatto che il Napoli avrebbe meritato la vittoria, quasi preoccupandosi di ritoccare la propria opinione. Tutto 'merito' del Var, che sta costringendo gli arbitri a non fare gli arbitri e quindi a non prendere la responsabilità di decidere, gli ex calciatori a non lasciare liberi gli altri di essere in disaccordo, e rende gli ex giornalisti terrorizzati di esprimere il loro parere. Resta la possibilità, direi l'obbligo, di ridiscutere tutto. Sarebbe un gesto di umiltà e lungimiranza se non solo i vertici degli arbitri, ma anche i responsabili del calcio europeo e mondiale, discutessero sul reale apporto che il Var può dare.
E' necessario tirare una riga come nel tennis e dare al Var una importanza su fatti verificabili oggettivamente. E' fuorigioco, non è fuorigioco, in quello il Var è utilissimo. Ma sul resto bisogna lasciare spazio alla soggettività dell'arbitro, visto che il Var non certifica in nessuno caso ciò che succede in campo. L'entità del contatto su Ronaldo che ha causato il rigore per la Juve lo può valutare solo l'arbitro, non il Var. Se non si riformano così le cose sarà il trionfo della cultura antisportiva di chi prima dava la colpa dei propri insuccessi all'arbitro ed ora la dà al protocollo del Var.
E' necessario tirare una riga come nel tennis e dare al Var una importanza su fatti verificabili oggettivamente. E' fuorigioco, non è fuorigioco, in quello il Var è utilissimo. Ma sul resto bisogna lasciare spazio alla soggettività dell'arbitro, visto che il Var non certifica in nessuno caso ciò che succede in campo. L'entità del contatto su Ronaldo che ha causato il rigore per la Juve lo può valutare solo l'arbitro, non il Var. Se non si riformano così le cose sarà il trionfo della cultura antisportiva di chi prima dava la colpa dei propri insuccessi all'arbitro ed ora la dà al protocollo del Var.