Visti dall'ala

Poveri arbitri e guardalinee, completamente rovinati dal Var

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Arbitri e guardalinee: per loro, anche da giocatore, ho sempre avuto grande stima e comprensione. Il loro lavoro è difficilissimo, non hanno margine di errore. Lo stesso Tagliavento, che arbitro è stato ma che ora è dirigente della Ternana, ci ha fatto capire nel turbolento post gara con il Bari (play off di C) quanto sia difficile resistere alla voglia di criticare. Il mio è un discorso a favore degli arbitri e guardalinee. Qualche calciatore intelligente ha detto che la regola sui falli di mano va cambiata, mentre commentatori televisivi, telecronisti, giornalisti sportivi, il fior fiore degli opinion leader sportivi, si trincerano dietro la solita frasetta che recita 'la regola è questa'.

Ma la frasetta non basta... Bisognava dire che è una regola assurda. Perché gli arbitri si sono adeguati? Perché c'è il Var. Dare rigori come quelli visti ultimamente è semplicemente pazzesco, ma l'arbitro non ha la personalità di dire che il fallo non c'è. Tanto c'è il Var, che certifica il tocco di mano ridicolo o il contatto solo virtuale ma che nella realtà del campo non esiste. E allora l'arbitro per evitare rotture di palle dà il rigore. Così va contro il buon senso ma almeno può stare tranquillo.

E che vogliamo dire del guardalinee? Non può più alzare la bandierina. Anche se uno è un fuorigioco di 30 metri, lui per quei dieci secondi in cui finisce l'azione non può più alzare la bandierina. Ma allora che sta a fare? Peccato, perché la nostra scuola di guardalinee era eccezionale, a fine anno facevano al massimo una decina di errori.

Ma si va avanti così, con ex arbitri, politici che parlano di calcio, giornalisti, ex calciatori, ex allenatori, tutti a favore del Var. Nessuno ha provato a dire nulla, un tentativo lo ha fatto Buffon una volta, ma poi ha dovuto fare marcia indietro (e lo capisco). Ormai gli attaccanti sono intoccabili, sempre più furbi nel far sbattere la palla contro il braccio del difensore. Un tiro al bersaglio come al luna park. Il problema di fondo è che, dobbiamo ammetterlo, da noi c'è una cultura sportiva vergognosa che non ammette l'errore, e siamo solo capaci di tifare in maniera becera. Tanto è vero che il Var non solo non ha dissolto il polverone delle polemiche, ma lo ha alimentato. Ma qualsiasi regola non può prescindere dal ruolo centrale e dal rispetto dell'arbitro. Poi se trovi un farabutto che commette reati penali lo sbatti in galera, ma quello è un altro discorso.