Visti dall'ala

Disastro Juve, disastro Sarri

Maurizio Sarri (ansa)
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La Juve va fuori dalla Champions League agli ottavi. Un risultato che nessuno poteva lontanamente immaginare. Un disastro in piena regola. Partiamo dalla gara: intanto mi chiedo a cosa serve il Var se vengono assegnati due rigori inesistenti. Questo ormai non è calcio, è un altro sport. Sarebbe interessante ascoltare i dialoghi tra il direttore di gara e quelli che sono al monitor, la partita è stata condizionata da questi due episodi. La Juve ha fatto poco per meritarsi la qualificazione. Ha creato due occasioni frutto di iniziative individuali - con Ronaldo e Bernardeschi - ma palle gol arrivate attraverso il gioco non se ne sono viste. I bianconeri sono rimasti in partita fino alla fine ma per passare il turno serviva qualcosa in più.

Una cosa che non mi ha proprio convinto è la gestione di Dybala: l'argentino non stava bene, è stato forzato il recupero col risultato che quando è entrato in campo la Juve ha giocato con un uomo in meno perché non era in condizione. Sarri e lo staff medico in questo caso si sono dimostrati dei dilettanti, in partite come queste servono giocatori pronti, chi entra dalla panchina deve andare a duemila, essere al top. Sarri alla vigilia ha usato la parola dilettantismo rispondendo ad una domanda sul suo futuro, la vicenda Dybala ha dimostrato un certo dilettantismo da parte sua.

A questo punto la Juve deve capire come proseguire. Sarri ha vinto lo scudetto, ma ha perso la finale di Supercoppa e quella di Coppa Italia ed è uscito agli ottavi della Champions contro una squadra ben organizzata ma nulla di più. Il bilancio non è sicuramente positivo, anche se siamo davanti ad una stagione particolare, condizionata dal Covid. Il progetto secondo me è giusto, va capito se il club intende portarlo avanti con questo allenatore. Questo episodio di Dybala mi fa pensare tantissimo, sono particolari che fanno la differenza, io farei fatica a perdonare un errore simile. Per spiegare cosa può esserci che non va nella Juve può essere indicativo il modo di giocare di Bonucci: con Allegri giocava da leader, oggi non sembra così coinvolto. Io comunque resto dell'idea che con un tecnico incide fino ad un certo punto e che la differenza la fanno i giocatori che vanno in campo. Ora tutto dipende dalla voglia e dalla capacità della Juve di voler investire sul mercato.