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Milan, la vetta non è un caso

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Bella partita e grande Milan, che ha chiuso un bellissimo week end di calcio vincendo a Napoli e restando leader della classifica. Ibrahimovic è sempre più devastante. Lo è dal punto di vista della personalità, ma questo era scritto: uno che arriva a questi livelli a quell’età è chiaro che si tratta di un giocatore non comune. Ma quello che sorprende è la sua incisività dal punto di vista tecnico: si pensava che potesse essere il cardine carismatico per la ricostruzione, e invece lui è determinante in campo oltre le aspettative.  Bravissimo anche Pioli, che ha costruito un meccanismo che prima di tecnica e tattica ha puntato su appartenenza, senso del dovere, voglia di vincere. In pratica le qualità del Milan che abbiamo conosciuto noi negli anni ottanta e novanta. Comunque anche il Napoli ha giocato una buona partita, forte di un bel collettivo che però non ha un totem come Ibra. Insigne sembrava …
Bella partita e grande Milan, che ha chiuso un bellissimo week end di calcio vincendo a Napoli e restando leader della classifica. Ibrahimovic è sempre più devastante. Lo è dal punto di vista della personalità, ma questo era scritto: uno che arriva a questi livelli a quell’età è chiaro che si tratta di un giocatore non comune. Ma quello che sorprende è la sua incisività dal punto di vista tecnico: si pensava che potesse essere il cardine carismatico per la ricostruzione, e invece lui è determinante in campo oltre le aspettative.  Bravissimo anche Pioli, che ha costruito un meccanismo che prima di tecnica e tattica ha puntato su appartenenza, senso del dovere, voglia di vincere. In pratica le qualità del Milan che abbiamo conosciuto noi negli anni ottanta e novanta. Comunque anche il Napoli ha giocato una buona partita, forte di un bel collettivo che però non ha un totem come Ibra. Insigne sembrava stanco, Mertens è forte ma non è un leader che ti trascina una squadra allo scudetto.

E poi ci sono altre bellissime realtà. La Roma è un meccanismo che funziona, la squadra si diverte. Allenatore umile, perbene, e determinato come Fonseca: si capisce che sa guidare i giocatori. Mkhitaryan poi non è chiaro in che ruolo giochi, ma fa un sacco di gol, quindi… E poi ha giocato senza Smalling e Dzeko. Insomma, una realtà bellissima, come del resto lo è la Lazio. Della vittoria di Crotone voglio estrapolare il passaggio che ha permesso il gol di Immobile: lo ha fatto Parolo, ma era talmente bello che pensavo lo avesse calibrato Luis Alberto. In quella giocata c’è tempo, velocità, occhio, un manifesto che fa capire perché il calcio piace a tutti. L’Inter ha fatto vedere tutto il suo enorme potenziale. Sembrava alla deriva, Conte ha fatto qualche cambio, ha fatto 4 gol in mezz’ora al fragile Torino ma poteva farne sei…   

Detto che l’Atalanta è l’unica nota mezza stonata (precisione scarsa sotto porta, ma la prestazione c’è stata), chiudo con la Juve. Con il Cagliari la squadra di Pirlo ha fatto capire di voler tornare prepotentemente protagonista: Ronaldo stratosferico, De Ligt garanzia di continuità anche senza Bonucci e Chiellini, e soprattutto Demiral, semplicemente perfetto. In poche parole, si candida ancora come favorita per lo scudetto per un semplice motivo: Cristiano Ronaldo è troppo forte.