Visti dall'ala

I segni sono con il Milan. Ma l'Inter c'è e la Juve non molla

(ansa)
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Parto dalla Juve, che ha chiuso una domenica molto interessante di calcio battendo l'Udinese. La squadra di Pirlo ha fatto una buona partita, anche se sta ancora alternando prestazioni confortanti ad altre negative. Se vuole lottare per lo scudetto deve acquisire ritmo, ma giocando ogni tre giorni e cambiando tanti giocatori non è facile. Oggi diciamo che l'annullamento del gol di De Paul, che solo una macchina come il Var ma non certo un essere umano può negare, ha reso le cose più facili. Poi la Juve ha comunque gestito la gara in maniera adeguata.

Il Milan ha avuto un episodio fortunatissimo nel rigore errore gentilmente concesso dalla difesa del Benevento. Poi però la capolista ha tenuto con grande attenzione e grinta. E l'espulsione di Tonali non ha veramente senso: è entrato con il piatto del piede, non certo per spaccare la gamba. L'arbitro aveva visto giusto con l'ammonizione, poi il Var ha fatto l'arbitro. E questo proprio non riesco a concepirlo.

L'Inter ha avuto un primo tempo problematico per le sviste di Vidal e della difesa in generale sul primo gol del Crotone. Poi ha reagito bene, ma la tattica dei calabresi è stata scellerata. Concedere i contropiede fuori casa ad una squadra come l'Inter è di una presunzione che non fa rima con professionalità. E infatti è finita 6-2. E per fortuna che tutti sanno che l'Inter bisogna affrontarla dietro la linea della palla e poi andare in contropiede... E' accaduto l'esatto contrario.

Il Napoli ha vinto da grande squadra a Cagliari. Quando gioca con intensità e cattiveria, la squadra di Gattuso non è seconda a nessuno. Ma torniamo al solito discorso: anche qui serve continuità. Bene la Roma, che ha sbrogliato una partita difficilissima su un campo impossibile, per di più contro una squadra come la Samp abile nel difendersi. Così così la Lazio, che al Ferraris dopo aver beneficiato di un rigore non proprio solare, poteva e doveva fare di più. Tra quelle che sono andate forti nella scorsa stagione è quella più in ritardo. Grande invece la prova dell'Atalanta: il Sassuolo gli resta davanti in classifica, ma oggettivamente non c'è proprio partita tra le due. L'Atalanta mi piace moltissimo: è una grande, si capisce perché si permette il lusso di tenere uno del calibro di Muriel in panchina. E infatti Zapata, il titolare, è fortissimo.