Quando si vince di solito è merito degli attaccanti, ma la conquista della Supercoppa della Juve porta il timbro di Szczesny: due parate che hanno dell'incredibile, frutto dell'istinto e dei riflessi più che della tecnica. Portiere a parte, tutta la Juve ha fatto una buona partita: ha avuto qualche chance in più ed ha meritato, ma il Napoli non esce ridimensionato. Gli azzurri hanno giocato in umiltà, contenendo e ripartendo, con in più la recriminazione sul rigore fallito da Insigne. E poi Mertens deve recuperare al meglio e Osimhen ancora non si è visto. Insomma, il primo trofeo della stagione se lo prende Pirlo, ma potrebbe dividerlo al 50% con il suo amico Gattuso.
La Juve non ha convinto del tutto. Ha fatto a meno di Morata per quasi tutta la partita, Chiesa dopo la fiammata con il Milan è tornato opaco. In pratica, ancora una volta ci ha dovuto pensare Ronaldo. Le buone risposte però non sono mancate. Bentancur da mezzala è un'altra cosa, Arthur e la difesa sono in crescita, e soprattutto Cuadrado è insostituibile: il colombiano è un valore importantissimo per la Juve. Tatticamente la partita di stasera dice inoltre che due punte più Kulusevski e Chiesa non possono essere schierate con questo impianto. In pratica, Pirlo potrà schierare Ronaldo e Morata insieme, ma li dovrà supportare con 4 centrocampisti, tra i quali ci potrà essere solo uno tra Chiesa e Kulusevski. Circa il futuro, prospettive abbastanza simili per Juve e Napoli: trovare la continuità sarà il problema di tutte e due fino in fondo, proprio per le caratteristiche dei giocatori.