La prima cosa da dire è che mi sono sbagliato: avevo infatti tanta positività per questa partita dell’Atalanta con il Real, ma oggettivamente ho sopravvalutato le possibilità della squadra di Gasperini. Invece è arrivata una lezione anche al mio modo di vedere il calcio. A volte infatti mi faccio entusiasmare dalla prestazione e dalla voglia di vincere che ha una squadra più di un’altra. E quindi attaccare di più, portare tanti uomini nella metà campo avversaria. In realtà la partita di Madrid dimostra che tradizione, personalità, intelligenza tattica, saper sfruttare gli errori dell’avversario sono caratteristiche da grande squadra che meritano migliore considerazione. Il Real Madrid nelle due gare contro l’Atalanta ha vinto così: in gergo pugilistico ha fatto sfogare l’avversario e poi ha assestato il colpo del ko.
Mi dispiace anche sottolineare come un portiere di alto livello sia fondamentale. E purtroppo Sportiello ha commesso errori grossolani, mentre Courtois è stato perfetto. La spina dorsale di una squadra parte dal portiere e prosegue in mediana: qui Modric e Kroos si sono confermati due grandissimi centrocampisti. E poi c’è quella scheggia impazzita di Vinicius, che a volte è impreciso perché va troppo veloce. Quando capirà che deve rallentare un po’ prima di concludere in porta diventerà un grandissimo attaccante. Mi piace inoltre anche la calma con cui Zidane affronta la partita, ha trasportato la classe che aveva in campo anche in panchina. E infine, bravissimo anche l’arbitro: ha fischiato il giusto, sempre vicino all’azione e scevro da condizionamenti. I giocatori se non fai il capostazione e arbitri veramente ti rispettano, sanno infatti che se entri per prendere la palla lealmente il direttore di gara bravo non fischia. Gli strilli eccessivi che sentiamo in Italia sono figli del fatto che c’è la sensazione di un arbitro che si fa condizionare dagli atteggiamenti dei giocatori, che vanno a terra al minimo contatto.