Visti dall'ala

Milik e quel saltello alla Alberto Sordi

1 minuti di lettura

Non avevamo mai visto in questa stagione tante palle gol in una partita della Juventus. Cinque occasioni da rete facili fallite solo nel primo tempo, alcune in maniera anche grottesca: il rigore di Milik con un salto alla Alberto Sordi si commenta da solo. Gioco comunque niente male. Nel secondo tempo poi, con il Bologna in crescita, occasioni da ambo le parti: la più incredibile ancora juventina, divorata da Soulé che ha sbagliato un gol a porta vuota. Juve migliore rispetto alle ultime uscite, ma senza vittoria. I problemi insomma restano. Ad esempio, nel finale, con due-tre palle insidiose in area piccola, ti aspetti che un Vlahovic fresco e appena entrato dia una zampata. Ma niente… E poi è necessario anche ritrovare l’armonia con uno come Di Maria, fermo per un gonfiore alla caviglia che definirei diplomatico. Se così fosse, Allegri andrebbe alleggerito nel suo lavoro a trecentosessanta gradi: servirebbe un referente sportivo che integri la professionalità della attuale dirigenza. In ogni caso, è una fase della storia in cui la Juve ha bisogno di gente che getti il cuore oltre l’ostacolo, indipendentemente dal ruolo.

Il Napoli dovrà aspettare qualche giorno per il trionfo. Poco male, anche se festeggiare nello stadio pieno e imbandierato sarebbe stato bello. La Salernitana è stata un grande avversario, atleticamente e tatticamente. Primo tempo difficile da decifrare, poi Paulo Sousa ha fatto delle mosse interessanti e se l’è giocata alla pari.

Molto bella Inter-Lazio. Finalmente si è vista un’Inter consapevole della propria forza. Solitamente Inzaghi viene criticato per i cambi, stavolta però non gli si può dire nulla. La partita l’ha vinta con quelli. Il rovescio della medaglia in Roma-Milan: partita brutta e priva di spunti significativi.