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Caso Acerbi-Juan Jesus, il razzismo non è una ‘cosa di campo’. Juve in difficoltà, ma Allegri può fare poco: la squadra manca di qualità

Il commento ai fatti dell’ultimo turno di campionato
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La frase razzista rivolta da Acerbi a Juan Jesus durante Inter-Napoli impone delle riflessioni. Il fatto che tutto si risolva in campo è bellissimo se riguarda cose di campo che però restino nell’ambito delle ragazzate e delle offese classiche. Però qui è diverso, perché il razzismo si nutre di ignoranza e insensibilità. Quindi un giocatore di calcio non può essere né insensibile, né ignorante, né tanto meno dare conforto alle situazioni che negli anni hanno portato a usare certe parole. Non a caso, spesso si dice ad una persona che si comporta male la frase “Ma che ti credi di essere allo stadio?”. Come se lo stadio venisse percepito alla stregua di un luogo libero da regole. Ma così si offende lo sport e si esalta la non cultura…

Quella frase sentita quando ero deputato

Quella frase l’ho sentita quando ero deputato. Il presidente della Camera per apostrofare il comportamento indecoroso di un deputato, lo redarguì e poi chiuse la reprimenda in quel modo. Mi colpì, e in privato ne parlai con uno dei vicepresidenti. Facemmo una lunga riflessione, e da allora penso che tutti gli sportivi dovrebbero fare qualcosa per combattere il comportamento inadeguato allo stadio. E non solo a difesa del calcio, ma di tutto lo sport. Invece dentro allo stadio c’è l’impunità. Al cinema, a teatro non fai il cafone. Allo stadio invece è una consuetudine.

Quelle frasi inutili e preconfezionate

Trovo anche inutile quella frase fredda, confezionata, fatta dire agli allenatori contro il razzismo. Giusto sensibilizzare, ma non in quella maniera: è uno spazio occupato con una frase fatta. Una routine che sostituirei con altro. Farei ad esempio campagne all’interno delle scuole, aprirei un confronto con i tifosi della curva per capire come è possibile che lo stadio venga vissuto come luogo di violenza verbale. E parlerei anche con gli abbonati delle tribune, che sono i peggiori. Ho visto redarguire gente solo perché si azzardava a fare il tifo per la squadra ospite. Ma siamo impazziti?

Inter rilassata, sa di avere già vinto

Vengo al calcio giocato. L’Inter ha vinto lo scudetto. E’ la scoperta dell’acqua calda, ma lo capiamo dalle situazioni nella gara con il Napoli. Non è più cattiva in fase difensiva. Thuram ha sbagliato più cose ieri e a Madrid che in tutto il campionato. La verità è che dopo l’infortunio non è tornato in forma, poi si è fatto male anche Arnautovic e lì la squadra è andata in difficoltà. A Madrid comunque la partita era alla portata, e poi l’Atletico ha fatto una grande gara. Bene il Napoli, che sembrerebbe ritrovato e speriamo possa lottare per la Champions.

De Rossi e i giocatori della Roma (agf)

Ai club serve una nuova figura professionale per il progetto tecnico

Sono felicissimo per la Roma, la storia di De Rossi testimonia che il progetto tecnico è importante quasi quanto i giocatori se non di più. Le società secondo me dovrebbero creare un mestiere nuovo. Il ds sono diventati troppo troppo politici, servirebbe qualcuno che interloquisse con l’allenatore sul progetto tecnico. De Rossi va a Roma solo perché è la squadra della sua vita, ma rischia e porta un progetto tecnico. Che non significa parlare di braccetto di difesa, di quinto ecc.,quelle sono cose intortate dagli agenti a presidenti che nella vita hanno fatto altro e che quindi avrebbero bisogno di un consulente che li consigli sul da farsi.

Juve in difficoltà, ma Allegri ha giocatori di qualità relativa

E vengo alla Juventus: è in difficoltà perché la rincorsa all’Inter era basata su temperamento, determinazione e un po’ fortuna. Lì il progetto tecnico è passato un po’ in secondo piano: la qualità complessiva dei giocatori infatti non è di livello assoluto. Vlahovic è un centravanti coi fiocchi, ma per esprimersi al massimo ha bisogno di avere giocatori di livello al fianco. E per Chiesa stesso discorso. Mancano vicino a loro due o tre giocatori di grande personalità. Il giocatore che mi viene in mente è Pirlo. Uno di responsabilità che sappia gestire la partita anche oltre la tecnica. La spiegazione che ha dato De Rossi del centrocampista mi è piaciuta: non lo valuta per quanto si butta in scivolata, ma da quante volte si posiziona bene per avvantaggiare il gioco.

Non bastano due dribbling...

Quello che appare in tv non è quello che serve per costruire una grande squadra. Due folate di un esterno che fa due dribbling, ma non crossa e non fa gol, sono buone per il suo contratto ma non per squadra. Anche Allegri dice che la Juve può giocare meglio. Ma il livello della squadra è quello che è. Se hai Bremer e Gatti non hai la qualità per impostare il gioco da dietro, tanto per dirne una. E Allegri su questo non può far nulla.

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