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Juventus, è crisi totale di autostima. Centrocampo senz’anima e Champions a rischio

Massimiliano Allegri (ansa)
La rubrica “Visti dall’ala” sulle partite di sabato
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La Juventus che ha perso a Roma con la Lazio è stata sconcertante. Prima almeno mancavano i risultati, ma c’erano le prestazioni: vedere la bella partita di Napoli pur nella sconfitta. Invece adesso i giocatori sembra non abbiamo capito dove si trovano. Non hanno capito che se perdono il quarto posto è una tragedia per la società. Quella dell’Olimpico è stata una partita sparagnina di una squadra che tenta di non sbagliare niente e finisce per sbagliare tutto: poco propositiva e soprattutto poco contenta di giocare al calcio.

Giocatori preoccupati e situazione veramente difficile da gestire, perché arrivata non dico all’improvviso, ma quasi. Otto, nove partite fa era imprevedibile pensare a una situazione del genere. Ma le sconfitte con l’Inter e con il Napoli hanno portato pessimismo, difficoltà, infortuni. I giovani si stanno rivelando poco affidabili, e comunque il problema è il centrocampo: non è l’anima della squadra come dovrebbe essere, fa venire il latte alle ginocchia per qua…

La Juventus che ha perso a Roma con la Lazio è stata sconcertante. Prima almeno mancavano i risultati, ma c’erano le prestazioni: vedere la bella partita di Napoli pur nella sconfitta. Invece adesso i giocatori sembra non abbiamo capito dove si trovano. Non hanno capito che se perdono il quarto posto è una tragedia per la società. Quella dell’Olimpico è stata una partita sparagnina di una squadra che tenta di non sbagliare niente e finisce per sbagliare tutto: poco propositiva e soprattutto poco contenta di giocare al calcio.

Giocatori preoccupati e situazione veramente difficile da gestire, perché arrivata non dico all’improvviso, ma quasi. Otto, nove partite fa era imprevedibile pensare a una situazione del genere. Ma le sconfitte con l’Inter e con il Napoli hanno portato pessimismo, difficoltà, infortuni. I giovani si stanno rivelando poco affidabili, e comunque il problema è il centrocampo: non è l’anima della squadra come dovrebbe essere, fa venire il latte alle ginocchia per quanto è compassato, privo di squilli e intuizioni, veramente scolastico. Se guardi la Juventus con un’altra maglia addosso, la scambi con una squadra che in classifica sta nella parte destra.

Ma anche la fase difensiva sconcerta: Sekulov sul gol della Lazio basta che si fermi e Marusic va in fuorigioco, ma al tempo stesso chi fa crossare Guendouzi senza opposizione è responsabile. Un particolare che mi ha colpito: trenta secondi prima battono una punizione veloce giocandola all’indietro e finiscono per perdere palla. Insomma, mi sembra una squadra terrorizzata di fare un errore, in totale crisi d’autostima. O ritrova entusiasmo o si fa durissima qualificarsi alla Champions.

Circa il Napoli, era difficile che potesse vincere tutte le partite per andare in Champions League. Il 3-0 contro l’Atalanta è stato molto pesante anche se va detto che gli azzurri potevano fare gol e che l’Atalanta ha capitalizzato al massimo le occasioni create. Però, al contrario di quanto fatto dalla Juve, il Napoli ha giocato. Va comunque capito il motivo per il quale in questa stagione la squadra campione d’Italia prende gol con la frequenza di una di bassa classifica.

Bella vittoria e buona gara del Milan, anche se il migliore è stato il portiere Maignan. Se la Fiorentina avesse pareggiato non ci sarebbe stato niente da dire, però la squadra di Pioli ci ha messo convinzione. Comunque ci aspetta un finale di campionato a due velocità: noioso per lo scudetto (ma lo è dalla prima partita), molto interessante per la Champions (milanesi escluse) e salvezza.

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