Giornata strana, le grandi pur vincendo hanno giocato tutte male, ma gli allenatori ci hanno comunicato la loro soddisfazione. Frasi fatte a volontà, al pari di un’altra che mi fa sorridere quando si parla di arbitri: la famosa “uniformità di giudizio”. L’introduzione della tecnologia con il gol-non gol è uniforme: c’è una linea, dà certezza. Ma l’analisi del movimento di due corpi che vengono a contatto, se fatta in tv, incasina e non aiuta. Chi ama il calcio deve accettare la decisione dell’arbitro, stop. L’uniformità di giudizio è una cretinata, impossibile che dieci persone la pensino allo stesso modo, figuriamoci quando si parla di calcio. La spinta tra due calciatori non può essere giudicata oggettivamente, è l’arbitro che decide la pressione del braccio. Ma se il contatto tra due gambe è sempre fallo, allora tutto diventa totalmente ridicolo, e oggi ce ne stiamo accorgendo.
Giornata strana, le grandi pur vincendo hanno giocato tutte male, ma gli allenatori ci hanno comunicato la loro soddisfazione. Frasi fatte a volontà, al pari di un’altra che mi fa sorridere quando si parla di arbitri: la famosa “uniformità di giudizio”. L’introduzione della tecnologia con il gol-non gol è uniforme: c’è una linea, dà certezza. Ma l’analisi del movimento di due corpi che vengono a contatto, se fatta in tv, incasina e non aiuta. Chi ama il calcio deve accettare la decisione dell’arbitro, stop. L’uniformità di giudizio è una cretinata, impossibile che dieci persone la pensino allo stesso modo, figuriamoci quando si parla di calcio. La spinta tra due calciatori non può essere giudicata oggettivamente, è l’arbitro che decide la pressione del braccio. Ma se il contatto tra due gambe è sempre fallo, allora tutto diventa totalmente ridicolo, e oggi ce ne stiamo accorgendo.
Il calcio in mano ai simulatori
Qui si vince o si perde per un giocatore bravo a simulare: è una follia collettiva di gente sull’orlo di una crisi di nervi. Sono disposto ad accettare l’obbrobrio del fuorigioco dell’Udinese, però anche qui: il gioco è in mano a un tecnico che gira la manopola nel momento in cui parte la palla. E quando si tratta di un capello, il tecnico della manopola può diventare decisivo. Ma dobbiamo fidarci, sennò dilaga la cultura del sospetto. Diversamente, e sarebbe cose intelligente, ridiamo tutto in mano all’arbitro e impariamo ad accettarne anche gli sbagli. Altrimenti diventiamo gli assassini di noi stessi, uccidiamo anche la gioia di vedere la bravura di un guardalinee. Chi mi aveva dato del conservatore al momento dell’introduzione del Var ora si è convinto, adesso hanno cambiato tutti idea. Potrei fare nomi e cognomi, ma signorilmente evito…
Big, che partitacce…
Dopo il turno appena giocato, se vuoi parlare bene dici che è una vittoria da grande squadra, se vuoi declinare in maniera diversa diciamo che la fortuna ci ha messo lo zampino. Il Napoli ha vinto sull’episodio. Ha un allenatore – Conte - che non ha paura di prendere decisioni difficili, e la mossa di escludere a un certo punto della partita Lukaku si è rivelata vincente. Discorso che vale anche per Thiago Motta, Inzaghi e Fonseca, anche se in parecchi casi è stata l’emergenza a dettare la linea.
Douglas Luiz va catechizzato
Sulla Juventus, vorrei spendere due parole su Douglas Luiz. Bisogna che proprio Giuntoli, neanche Thiago ma direttamente il dirigente, gli spieghi che siamo nel 2024 e non è in un campetto di periferia dove non c’è la televisione. Con quella gomitata al giocatore della Lazio (a proposito, bravo Baroni, grande gara anche in 10) ha rischiato di buttare all’aria la partita.
Fonseca di carattere, ma l’equilibrio precario resta
Su Fonseca va detto che è un tecnico di carattere, che non teme che mandare Leao in panchina. Il Milan però continua a viaggiare su un precario equilibrio, è sempre in bilico, si regge sugli episodi. In crescita l’Atalanta, che sta ritrovando continuità. Quello di Gasperini è un gioco che, in caso venga trovata la perfezione dei meccanismi, potrebbe permetterne addirittura l’inserimento per la lotta scudetto. Dirlo adesso però è ancora un azzardo.
Alla Roma la svolta non ci sarà mai con i Friedkin
Infine l’Inter, che non ha giocato la sua miglior partita ma è stata abile nel piazzare parecchi contropiede micidiali. La Roma del resto, con i suoi duelli a tutto campo, gli ha facilitato il compito. Juric con gli uomini che ha non può fare il suo gioco, il problema è che sa fare solo quello…Inoltre, la sostituzione di Koné è sembrata assurda: se proprio vuoi mettere Pisilli, togli Cristante. La sensazione è che alla Roma non cambierà nulla finché ci saranno i Friedkin. Non si può gestire una squadra di calcio in questa maniera, è gente che gira il mondo a caccia di plusvalenze ma che della passione dei tifosi della Roma se ne frega.