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La Juve è costretta a giocare bene: non sa vincere le partite sporche. Ma il problema non è Vlahovic

Dusan Vlahovic e Thiago Motta

 

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La rubrica “Visti dall’ala”
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La Champions arriva al momento giusto per conferme o riscatti. La Juventus contro il Milan ha giocato bene, ha creato molto in attacco senza Vlahovic ma con Nico Gonzalez. Chi però dice che sia questo il nodo della bella partita della squadra di Thiago Motta si sbaglia di grosso: il serbo è una risorsa, non un problema. Mi concentrerei invece sulla splendida prestazione di Koopmeiners, che ha dettato i passaggi, è andato in porta. Ha giocato alla grande come tutta la squadra, con 5/6 giocatori sempre pronti ad aggredire gli spazi senza palla, a sacrificarsi l’uno per gli altri. Una partita che però rappresenta paradossalmente il limite della Juve, che se vuole vincere deve sempre andare al massimo, non avendo le individualità per risolvere una partita sporca. Mi riferisco anche a Yildiz, che ha talento ma deve crescere.

La Champions arriva al momento giusto per conferme o riscatti. La Juventus contro il Milan ha giocato bene, ha creato molto in attacco senza Vlahovic ma con Nico Gonzalez. Chi però dice che sia questo il nodo della bella partita della squadra di Thiago Motta si sbaglia di grosso: il serbo è una risorsa, non un problema. Mi concentrerei invece sulla splendida prestazione di Koopmeiners, che ha dettato i passaggi, è andato in porta. Ha giocato alla grande come tutta la squadra, con 5/6 giocatori sempre pronti ad aggredire gli spazi senza palla, a sacrificarsi l’uno per gli altri. Una partita che però rappresenta paradossalmente il limite della Juve, che se vuole vincere deve sempre andare al massimo, non avendo le individualità per risolvere una partita sporca. Mi riferisco anche a Yildiz, che ha talento ma deve crescere.

Milan, una squadra troppo snob

Il Milan fino a metà del primo tempo ha fatto una buonissima partita, poi si è perso. Il problema è che troppi giocatori nella squadra di Sergio Conceiçao vanno in campo con la puzza sotto al naso, danno proprio l’idea di essere degli snob. E se accade questo, è fin troppo evidente che la continuità sarà molto, ma molto difficile da raggiungere.

Napoli, più di un segnale scudetto

Mi sposto sulla lotta scudetto. Penso che vincere la partita di Bergamo per il Napoli rappresenti più di un segnale. Tutto sta andando alla grande e sono convinto che, anche se Antonio Conte non lo dirà mai, il tecnico sia contento di non avere più Kvaratskhelia in squadra. Il georgiano non ha le caratteristiche caratteriali che piacciono all’allenatore. Pensa di essere un giocatore arrivato, completo, ma non è così e a Parigi se ne accorgerà. Tutto il contrario di Neres, che invece deve ancora esplodere in pieno e si vede che cerca sempre di migliorarsi. Penso che alla lunga possa essere più importante di Kvara.

Il segreto di Conte: l’umiltà nei fatti

Grande merito a Conte quindi, uno che con le parole può sembrare antipatico e presuntuoso, ma nei fatti è umile, capace di qualsiasi cosa per fare rendere i giocatori al massimo. La cosa più bella che ha fatto è convincere un gruppo di sciamannati (la scorsa stagione sembravano tali) della loro forza. Il tutto con tre innesti di qualità e senza Kvara, mai al centro del gioco. Il giocatore simbolo? Juan Jesus, praticamente perfetto nel sostituire un pezzo da novanta come Buongiorno.

Inter, tenere duro in attesa di recuperare giocatori

L’Inter si è un po’ adagiata sulla partita visto il livello dell’Empoli, ma alla fine ha vinto facile. Deve recuperare giocatori importanti, e questo è il momento di tenere duro per poi giocarsela con il Napoli fino alla fine. Ho anche sentito dire che il calendario del Napoli è più agevole per la presenza di squadre di seconda fascia nella parte finale della stagione. Non è vero, la Juve insegna che i punti si perdono – e tanti – anche con avversari sulla carta di livello inferiore.

L’Atalanta la aspetto in Champions

Voce generale quindi che Napoli e Inter si giocheranno lo scudetto. Ancora però non mi sentirei di escludere l’Atalanta, anche se è chiaro che la squadra di Gian Piero Gasperini avrà bisogno di un filotto impressionante. Penso inoltre che i bergamaschi possano fare grandi cose in Champions, hanno un tipo di gioco per pensare in grande in Europa.

A Roma prosegue la cura Ranieri

Chiudo con le romane. La Lazio ha ripreso a marciare contro un Verona che però ha fatto di tutto per esaltare le caratteristiche della squadra di Baroni. Circa la Roma, Ranieri ha fatto quello per cui la società lo ha chiamato: ha aggiustato una squadra allo sbando dandogli credibilità. La gara di Europa League in Olanda contro l’Az sarà un buon test per capire ulteriori miglioramenti.

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