ROMA - Sono "lievemente peggiorate" le condizioni di salute del medico dello staff di Emergency contagiato dall'Ebola in Sierra Leone e ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma. E' quanto riferito dai sanitari nell'ultimo bollettino medico. Il paziente "ha ricevuto nel pomeriggio di ieri la seconda infusione di plasma di convalescente arrivato dalla Germania, senza nessuna reazione avversa". La prognosi resta riservata. "Ha la febbre alta - spiegano ancora i medici dello Spallanzani - , ma può essere facilmente contattato, è autosufficiente, risponde a tono alle domande poste. Respira spontaneamente. Normale la funzione renale e in miglioramento i valori delle transaminasi". LEGGI Commissario Ue: "Fermare l'epidemia in Africa"Finora sono 22 i pazienti con virus Ebola trattati fuori dall'Africa, compreso il medico italiano di Emergency, ricoverato allo Spallanzani. Nella maggior parte dei casi si tratta di operatori rimpatriati,dopo essersi ammalati prestando servizio nei paesi più colpiti, mentre pochissimi sono i contagi avvenuti su suolo europeo o statunitense. Il tasso di guarigione è molto alto, e finora si contano solo cinque decessi.Oggi il capo della missione speciale dell'Onu contro l'Ebola in Africa Occidentale, Tony Banbury, ha avvertito che c'è ancora "un rischio pesante" che il virus si diffonda ad altre parti del mondo, con un'epidemia che ha già fatto quasi 7mila e 16mila contagiati. Parlando con la Bbc, Banbury ha lasciato intendere che l'Oms non ha raggiunto l'obiettivo che si era posta a ottobre di isolare il 70% dei casi nei tre Paesi più colpiti dell'Africa Occidentale (Guinea, Liberia e Sierra Leone) e di dare sepoltura sicura al 70% delle vittime entro il primo dicembre. FOTO L'ospedale di Emergency in Sierra Leone - Misure di sicurezza per il ricovero a RomaFOTO Così i medici intervengono in un caso sospetto L'INTERVISTA Ippolito: "Siamo pronti a tutto. Personale e macchine unici al mondo" FOTO Cronistoria dell'epidemiaL'allarme internazionale per l'epidemia rimane al massimo livello. In Liberia, dove c'è stato il maggior numero di casi e vittime, il ritmo del contagio sta ora rallentando, ma l'epidemia ora corre veloce in Sierra Leone. Dei tre Paesi più colpiti, solo la Guinea sembrerebbe aver centrato gli obiettivi dell'Onu.