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Lgbt, l'allarme degli andrologi: il 10% dei giovani vittima di 'pratiche correttive'

(ansa)
Un fenomeno in larga parte sommerso, privo di basi scientifiche e che produce gravi danni fisici e psicologici alle persone. L'appello della società italiana di Andrologia per una legge che le vieti
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Fino al 10% dei giovani Lgbt è vittima di pratiche tese a correggere l'orientamento sessuale. A lanciare l'allarme è la Società Italiana di Andrologia (Sia) che ricorda come le cosiddette terapie di conversione - un mix di interventi che vanno dalla psicoterapia, all'uso di farmaci, fino a dei veri e propri riti - hanno "basi scientifiche inesistenti, sono contrarie a ogni deontologia e sono pericolose e dannose per chi le subisce, spesso adolescenti o giovanissimi".

Numeri ufficiali sul loro utilizzo non ne esistono. La Sia spiega che il fenomeno è in larga parte sommerso; tuttavia, sulla base dell'esperienza clinica dei professionisti diffusi sul territorio, si può stimare che almeno un giovane su dieci sia sottoposto a qualche tentativo di riorientamento sessuale.

"Riteniamo imperativo tutelare il rispetto dell'identità di genere e crediamo essenziale aiutare ogni persona a vivere pienamente nel genere in cui si identifica: il genere non deve essere adeguato all'anatomia corporea, ma l'anatomia può e deve essere cambiata, se la persona lo desidera, per renderla concorde con il genere", dichiara Alessandro Palmieri, presidente SIA e professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli.

Il progetto di legge della deputata Laurence Vanceunebrock, appena approvato dal Parlamento francese, rende punibili con pene che arrivano fino a tre anni di reclusione e multe fino a 45.000 euro tutte le "pratiche, i comportamenti e le dichiarazioni ripetute volte a modificare o reprimere l'orientamento sessuale".

Le modalità sono molte, infatti: queste 'terapie', scomparse dalle pratiche accettabili nel 1973 quando l'omosessualità è stata ufficialmente eliminata dal manuale diagnostico e terapeutico dei disturbi mentali (DSM), vanno dalle scosse elettriche agli ormoni, dall'ipnosi a 'stage' di psicoterapia o colloqui, e sono oggi ufficialmente respinte e condannate dall'ONU, oltre che già illegali negli Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile e Taiwan.

Anche il Parlamento Europeo nel 2018 ha chiesto ai Paesi membri di vietarle, ma oltre alla Francia solo Germania e Malta le hanno già messe al bando, mentre sono allo studio norme analoghe in Belgio e Olanda. "Queste pratiche con lo scopo di adeguare l'orientamento sessuale del soggetto a quello della maggioranza della popolazione, che siano più o meno invasive, producono tutte ingenti danni psicologici e fisici alle persone che ne sono vittime  - spiegano Marco Capece, esperto chirurgo andrologo del Policlinico Federico II di Napoli e Michele Rizzo, tesoriere SIA  - .Si tratta di trattamenti eticamente inaccettabili, privi di qualsiasi fondamento scientifico, che la SIA condanna in ogni loro forma come violenze psicologiche e fisiche: per questo speriamo che anche l'Italia adotti una legge analoga a quella appena approvata all'unanimità dal Parlamento francese".


Intanto, la pandemia sta rendendo sempre più difficile accedere agli interventi chirurgici per il cambio di sesso.

Negli ultimi due anni, "a fronte di un migliaio di richieste, soltanto una ventina di pazienti hanno potuto sottoporsi all'operazione", dice Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli. Le liste d'attesa di tutti i principali centri di riferimento per questa chirurgia sono superiori ai 2 anni e si stanno allungando. Questo trend, se non invertito, porterà alla migrazione dei pazienti verso altri Stati, con costi e rischi elevati per la salute, avverte la Sia.