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Allarme occhi: i bambini nascono già pre-miopi

C’è un forte aumento della miopia già a 6 anni, il rischio è di avere distacco di retina, cataratta o glaucoma in giovane età. Dal congresso Sip: “Mai davanti uno schermo prima dei sei anni e portateli all’aperto”

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I bambini di oggi nascono pre-miopi e sono destinati a diventare sempre più miopi crescendo, con il rischio di patologie anche importanti – come la cataratta, il glaucoma e il distacco di retina – già in giovane età. Al congresso della Società italiana di pediatria che si chiude oggi a Napoli, Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia all’università di Milano e presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo (Siops) lancia un allarme che va ben oltre l’epidemiologia. Parla di cambiamenti adattativi, quelli per intenderci di Darwin, e di come tutto stia accadendo troppo in fretta rispetto alle “normali” regole di evoluzione cui siamo abituati.

“Prima perché si acquistassero 3 cm di altezza serviva un secolo – ragiona – adesso basta qualche generazione e lo stesso sta accadendo con la vista. Noi nasciamo ipermetropi, con gli occhi un po’ più piccoli per dare tempo a una crescita fisiologica di arrivare alla dimensione normale. Con una ipermetropia di 4 diottrie. Oggi, però, i bambini nascono con una differenza che non va oltre le due diottrie, nascono cioè pre-miopi e questo vuol dire che nella loro vita andranno incontro a una forte miopia. Non vogliamo fare terrorismo ma bisogna intervenire senza indugiare”.

Non solo cellulari, il problema è la distanza ravvicinata

I ripetuti allarmi che riguardano soprattutto i cellulari e in misura minore i tablet (solo per una questione di dimensione) in realtà toccano tutte le attività ravvicinate, ma non consideriamo mai la lettura perché i nostri figli e nipoti non toccano un libro neanche sotto tortura. “A Taiwan per esempio, dove il livello scolastico è altissimo, l’80% dei bambini a 12 anni è miope, perché passano davvero ore e ore sui libri, mentre nelle Filippine – quindi tipologia simile per fenotipo e genotipo – la percentuale è del 6%: perché non studiano. Oppure in Israele, i bambini delle scuole ortodosse che studiano e leggono ore e ore al giorno la Torah sono praticamente tutti miopi”, continua Nucci.

C’è una soluzione? La più intuitiva, per cominciare. “Nessun device prima dei 6 anni – puntualizza Nucci – perché il consumo compulsivo è inevitabile: i bambini vengono bombardati da informazioni dettagliatissime dallo schermo e non distolgono l’attenzione dallo schermo per ore, sono letteralmente rapiti da un consumo che è gratificante. I genitori non hanno alcuna possibilità di distoglierli, è come se somministrassimo una droga che dà dipendenza: come quando gli si dà il latte zuccherato che gradisce e chiederà sempre quello, non bevendo più quello naturale. In questo bisogna chiedere aiuto alla scuola, perché le maestre e i maestri sono in grado di dare regole, quelle che spesso la famiglia non riesce a dare. Oggi vediamo miopie di 6-7 diottrie a 6 anni, e dobbiamo attivarci, subito. E’ vero che sono nativi digitali, ma non così presto”.

Due ore al giorno all’aperto

La visione ravvicinata, dunque, ma non solo. I bambini devono stare all’aperto, almeno un paio d’ore al giorno, perché gli occhi guardino anche lontano. “Basta anche con il terrorismo sul sole. Proteggiamoci, ma il sole fa bene alle ossa e anche al corpo e star fuori fa focalizzare l’attenzione sul “lontano”. Il tempo all'aperto aiuta a contrastare l'allungamento del bulbo oculare grazie anche alla stimolazione della produzione di dopamina, una sostanza che protegge l'occhio dalla miopizzazione. Non avete tempo? Andate a scuola a piedi, così magari combattiamo anche il sovrappeso. E chiediamo ai nostri sindaci di lavorare davvero per l’ambiente”.

Lenti e atropina

Ma come si può intervenire per rallentare o curare questa epidemia di miopia? “Ci sono strategie confermate da studi scientifici, anche noi dell’università di Milano abbiamo pubblicato molto sulle lenti, che dimostrano che le lenti a de focus sono in grado di rallentare la miopia. Non funzionano in tutti, ma il 65-70% dei pazienti rispondi bene, inoltre una novità è l’atropina a basso dosaggio, che rallenta la progressione della malattia nel 60-65% dei pazienti. L’Ema ha approvato il dosaggio allo 0,01 per cento e gli effetti collaterali sono minimi. Dobbiamo essere proattivi, ed è importante che al congresso dei pediatri ci siano anche gli oculisti”.

I segnali di allarme

E la conferma arriva dello stesso presidente Sip, Rino Agostiniani: “L’aumento della miopia è un segnale di allarme: non si tratta solo di salute visiva, ma di una spia di uno stile di vita che mette a rischio lo sviluppo globale dei bambini. La prevenzione passa anche da qui: promuovere il movimento, il gioco all’aria aperta e un uso consapevole della tecnologia è oggi una priorità educativa e sanitaria”. E tra i consigli c’è quello di effettuare il primo controllo della vista intorno ai tre anni, e successivamente all'inizio della scuola primaria. E di prestare attenzione ai segnali d'allarme come avvicinarsi troppo agli schermi o ai libri, strizzare gli occhi, difficoltà a vedere da lontano.