Longevità, il decalogo degli urologi per proteggere la salute maschile
di Simone ValesiniIn occasione della Giornata nazionale dell’Urologia, i consigli degli esperti per rimanere in salute a lungo fra prevenzione, visite e sane abitudini
Invecchiare in salute non è questione di fortuna, ma di scelte corrette e abitudini salutari. E per il sesso maschile, vuol dire anche abbattere le barriere culturali che ancora oggi allontanano gli uomini dai controlli periodici. L’occasione per ricordarlo è la sesta Giornata nazionale dell’Urologia, presentata oggi a Roma presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del ministero della Salute: un evento promosso dalla Società Italiana di Urologia (Siu), che per l’occasione ha scelto di lanciare il “Decalogo della Longevità Uro-Andrologica”, una guida pratica per promuovere la diagnosi precoce nelle diverse fasi della vita.
Un cambio di paradigma
In un contesto demografico segnato dall’invecchiamento della popolazione, la diagnosi precoce rappresenta uno strumento essenziale per la sostenibilità del sistema sanitario e la tutela dell’autonomia personale nella terza età. Il tema oggi è non è più solo aggiungere anni alla vita – per citare una celebre frase di Rita Levi Montalcini – ma vita agli anni. E in questo senso, la salute uro-andrologica interessa ambiti chiave del benessere: dalla fertilità alla funzionalità urinaria, fino alla prevenzione oncologica.
“La longevità non si misura semplicemente nel numero degli anni vissuti, ma nella qualità della vita che siamo in grado di preservare nel tempo”, spiega Giuseppe Carrieri, presidente Siu. “Accompagnare l’uomo nelle diverse stagioni della vita significa trasformare la visita urologica periodica da evento occasionale o legato all'insorgenza di sintomi a un gesto ordinario di prevenzione. Il nostro Decalogo ricorda che la prevenzione comincia quando si sta bene e che la conoscenza del proprio rischio di tumore della prostata non coincide con un singolo esame come il Psa, ma richiede una valutazione complessiva basata su età, familiarità e storia personale”.
I segnali da non sottovalutare
Il decalogo stilato dagli esperti evidenzia l’importanza di saper ascoltare i segnali inviati dal corpo. Svegliarsi frequentemente di notte per urinare, ad esempio, non è solo un potenziale disturbo prostatico, ma può indicare problematiche cardiache o metaboliche. Allo stesso modo, alterazioni del getto urinario o sensazioni di urgenza non vanno considerate inevitabili conseguenze dell’età.
La prevenzione maschile passa inoltre anche attraverso una corretta attenzione per la sfera sessuale: “La funzione sessuale è una spia fondamentale del benessere generale – conferma Bernardo Rocco, consigliere dell’Ufficio Comunicazione della Siu – un suo cambiamento può essere un primo segnale di un problema vascolare o metabolico e non va ignorato”. Le raccomandazioni pratiche includono inoltre l’adozione di abitudini quotidiane salutari, come l’alimentazione – aderendo per quanto possibile alla dieta mediterranea – un’adeguata idratazione (con riduzione dei liquidi serali per proteggere il sonno), la protezione da calore e sostanze chimiche in ambito lavorativo, l’autocontrollo dei genitali e la revisione periodica delle terapie farmacologiche in età avanzata.
Integrazione e innovazione clinica
L'approccio preventivo si affianca all'evoluzione delle tecnologie mediche, che negli ultimi anni hanno ridefinito le opzioni terapeutiche disponibili. L’avanzamento delle tecniche diagnostiche, l’impiego della chirurgia robotica e lo sviluppo di farmaci mininvasivi permettono oggi interventi mirati con tempi di recupero ridotti e un impatto contenuto sulla vita quotidiana. Strumenti che rendono sempre più curabili moltissime patologie di ambito urologico e migliorano considerevolmente la qualità di vita dei pazienti, soprattutto in caso di diagnosi e interventi precoci.
“L’evoluzione tecnologica e l’innovazione nei percorsi di cura ci consentono oggi di offrire risposte personalizzate e tempestive”, conclude Vincenzo Mirone, consigliere dell'Ufficio Pazienti della Siu. “Rafforzare l’alleanza tra urologo e paziente è il presupposto fondamentale per garantire trattamenti efficaci e tutelare appieno il benessere uro-andrologico della popolazione”.