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Tumori, l’oncologia umanizzata dimezza il burnout dei medici

(Foto Ansa) 

Meno stress e + 52% di soddisfazione nel ‘prendersi cura’ dei pazienti

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Sintomi da burnout quasi dimezzati (-41,8%), stress traumatico secondario ridotto del 23,7%, soddisfazione professionale in crescita del 51,9% e riduzione del 28,5% del divario tra l'importanza attribuita alle competenze relazionali e la capacità percepita di applicarle nella pratica clinica. Sono questi i principali risultati del primo studio pubblicato sul Journal of Cancer Education dedicato alla Scuola di Medical Humanities del CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri). La ricerca dimostra, per la prima volta, che le competenze relazionali dell'oncologo possono essere sviluppate attraverso un percorso formativo strutturato e valutate con strumenti scientifici.

Lo studio

Lo studio pilota ha coinvolto 40 oncologi italiani, dei quali 39 hanno completato l'intero percorso formativo, con un tasso di adesione del 97,5%. Oltre ai miglioramenti registrati negli indicatori psicologici, anche il giudizio dei partecipanti è stato estremamente positivo: l'87,2% ha valutato molto favorevolmente gli strumenti acquisiti per migliorare la comunicazione con pazienti e familiari, mentre l'84,6% ha espresso lo stesso giudizio riguardo agli strumenti per la regolazione emotiva.

I risultati saranno presentati domani a Piacenza, in occasione della chiusura del corso 2026, nella sede della Fondazione CR Piacenza e Vigevano che ha supportato la Scuola fin dalla sua nascita. Fondata da Alberto Scanni, Presidente Emerito CIPOMO, insieme ai due Past-President, Luisa Fioretto e Luigi Cavanna, la Scuola è oggi una realtà consolidata giunta al terzo anno di corsi residenziali. “Per anni abbiamo pensato che la qualità dell'oncologia dipendesse quasi esclusivamente dall'innovazione diagnostica e terapeutica – spiega Paolo Tralongo, presidente CIPOMO –. Oggi sappiamo che esiste un'altra competenza decisiva: la capacità di costruire una relazione di cura efficace senza esserne sopraffatti sul piano emotivo. Questo studio dimostra che l'umanizzazione non è un valore astratto né una qualità innata, ma una competenza professionale che può essere insegnata, appresa e valutata con metodo scientifico. È un cambio di paradigma destinato ad avere un impatto sulla formazione delle nuove generazioni di oncologi”.

“Il protocollo sviluppato dal CIPOMO – spiega Luisa Fioretto, direttore didattico – integra due approcci complementari: le Medical Humanities, che riportano al centro la persona e la relazione di cura attraverso strumenti narrativi e riflessivi, e la Compassion Focused Therapy, finalizzata a sviluppare capacità di autoregolazione emotiva e resilienza nei professionisti chiamati ogni giorno a confrontarsi con la sofferenza, le decisioni difficili e il peso emotivo dell'assistenza oncologica”.

Nel dettaglio, il punteggio medio del burnout è passato da 33,69 a 19,59, quello dello stress traumatico secondario da 30,15 a 23,00, mentre la “compassion satisfaction” è cresciuta da 24,38 a 37,03. Si è inoltre ridotto da 3,40 a 2,43 il divario tra il valore attribuito alle competenze relazionali e la percezione della propria capacità di applicarle nella pratica clinica quotidiana. Tutti i principali risultati hanno raggiunto una significatività statistica.

Come parlare ai pazienti

“Il nostro obiettivo non era insegnare semplicemente agli oncologi cosa dire ai pazienti – spiega Simone Cheli, autore dello studio e professore di psicologia della salute presso il campus romano della St. John’s University di New York – ma fornire strumenti per vivere in modo più consapevole e sostenibile la relazione di cura. I risultati osservati, dalla riduzione del burnout alla maggiore fiducia nella propria capacità di gestire la relazione di cura, indicano che questa è una strada promettente. Naturalmente si tratta di uno studio pilota e saranno necessari studi multicentrici e randomizzati per confermarne i risultati. Tuttavia, questi dati suggeriscono che investire nella crescita umana e professionale di chi cura significa creare le condizioni per una relazione terapeutica più solida e sostenibile”.

La pubblicazione rappresenta il primo passo di un percorso di ricerca che il CIPOMO intende sviluppare ulteriormente. L'obiettivo è verificare, con studi multicentrici e campioni più ampi, se questo modello formativo possa diventare parte integrante della preparazione dell'oncologo moderno, contribuendo non solo al benessere dei professionisti ma anche alla qualità complessiva dell'assistenza oncologica.