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MedTech, il nuovo corso di laurea per i medici del futuro

(Foto: Issarawat Tattong/Moment/Getty Images) 

Bio-ingegneria e intelligenza artificiale stanno rivoluzionando la medicina, con grandi potenzialità e qualche rischio. Se ne parla a Padova nella giornata inaugurale del Festival di Salute

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Un tempo la medicina era fatta solo di occhi, orecchie e mani esperte. Oggi un chirurgo può guidare un braccio robotico con una precisione millimetrica, un ortopedico può ricostruire un osso distrutto da un tumore aggressivo con materiali stampati in 3D, e un medico può arrivare alla visita già con mesi di dati clinici raccolti da dispositivi indossabili e analizzati da un algoritmo.

La tecnologia non sta sostituendo la medicina: la sta trasformando, e con essa il modo in cui i medici del futuro dovranno essere formati. Nasce da qui MedTech, il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicine and Surgery dell'Università di Padova, interamente in lingua inglese, pensato per formare medici e chirurghi con competenze specifiche in ambito bio-ingegneristico, capaci di integrare le conoscenze cliniche tradizionali con quelle tecnologiche più avanzate, intelligenza artificiale compresa.

I vantaggi dell’innovazione in medicina sono chiari: precisione millimetrica in chirurgia, con tempi di degenza notevolmente ridotti, così come il rischio di complicanze nei pazienti più fragili. E ancora, ricostruzione di organi e tessuti con la medicina rigenerativa, la personalizzazione delle terapie, la scoperta di nuovi bersagli terapeutici in tempi rapidi grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Ma la tecnologia, per quanto sofisticata, resta uno strumento, non un sostituto del medico. Che deve saper ascoltare, instaurare una relazione umana con il paziente, saper leggere la complessità di una malattia che non si riduce mai a un dato. Il medico del futuro dovrà saper usare al meglio questi strumenti, senza smettere di essere, prima di tutto, un medico.

Delle potenzialità, e dei rischi, della tecnologia in medicina parlano Michele Antonello, professore associato di Chirurgia Vascolare all'Università di Padova, e Alessandra Bertoldo, professoressa ordinaria di Bioingegneria all'Università di Padova, il 14 ottobre al Festival di Salute presso l’Aula Magna.