Se ti prude, non grattarti. Curati
di Federico MeretaUn fastidio. Spesso irrefrenabile. Che può nascondere molte patologie: dalle dermatiti alle allergie, alle infezioni da parassiti. Fino al disagio psicologico. Le cause? Un vero mistero scientifico. Ma le soluzioni ci sono Bisogna cercare una diagnosi. Perché potrebbe anche essere seria, come l’orticaria cronica
Avete presente il bastone di Asclepio che rappresenta le arti mediche? Secondo alcune ricostruzioni storiche del mito, la sua forma va associata alla terapia di un’infezione parassitaria, che oggi chiamiamo dracunculosi. Il trattamento tradizionale sarebbe infatti stato eseguito con quel bastone che va posto in un qualche modo esattamente nella sede in cui si verifica il sintomo principe, per favorire la fuoriuscita del verme che provoca la malattia. Di quale sintomo parliamo? Ovviamente del prurito, problema che va ben oltre la pelle, andando a intaccare il benessere globale della persona, psiche compresa.
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Sempre di più la ricerca scientifica fa luce sui meccanismi che generano il bisogno irrefrenabile di grattarsi, un bisogno che ha diverse cause e diverse manifestazioni a seconda della patologia che ci ha colpito e di cui quel prurito è il sintomo. Se è vero, infatti, che stiamo parlando di un fastidio che fa parte abitualmente di quadri come la psoriasi e la dermatite atopica, oltre che di diverse forme di allergia e di infezioni da parassiti, è altrettanto noto che a volte il prurito si associa a malattie proliferative del sangue, al cattivo funzionamento di fegato e reni e addirittura può diventare lo specchio di un disagio psicologico, tanto che si parla di prurito psicogeno.
Il quadro è complesso e affascinante, e chi voglia approfondire l’affarire-prurito, ponendo domande su cosa ne sa oggi la medicina scientifica e su come si possa alleviare, l’appuntamento è al Festival di Padova, con il talk “A voi il microfono - Perché mi prude”, in programma giovedì 15 alle 17.00 presso l’Aula Magna dell’Università a Palazzo Bo. Risponderanno ai presenti nella sala, a chi si collegherà in diretta streaming e anche a chi avrà posto le proprie questioni sui social di Salute, Mauro Cancian, direttore della Unità Dipartimentale di Allergologia dell’Università di Padova e Liana Palmesi, dell’Associazione Ricerca e Cura per l’Orticaria (Arco).
Un disturbo da non sottovalutare
È vero, tendiamo a sottovalutare il prurito, a interpetarlo unicamente come un fastidio, magari tentando di alleviarlo con cremette alla calendula o polveri ad hoc come ce ne sono tante in farmacia ma, secondo gli esperti, sbagliamo: "Occorre cambiare il paradigma: il prurito non è solo un sintomo “banale” ma può rappresentare una priorità clinica. Potrebbe, infatti, essere lo specchietto di malattie, come l’orticaria cronica spontanea, che per il suo impatto sulla qualità di vita richiede una diagnosi tempestiva e rappresenta una vera sfida in termini terapeutici, essendo spesso refrattaria alle cure antistaminiche convenzionali. Per fortuna ora disponiamo di trattamenti specifici sempre più efficaci, tanto da far configurare una vera e propria medicina di ‘precisione’”, commenta Cancian, che fa parte degli esperti che hanno recentemente pubblicato sulla rivista Allergy, le linee guida per il trattamento di questa patologia.
“Certo è — aggiunge il professore — che c’è ancora molta strada da fare, considerando le caratteristiche di una condizione che va differenziata da altre forme in cui possono essere presenti pomfi o angioedema, come l’anafilassi, le sindromi autoinfiammatorie e le diverse varianti di angioedema, ereditario e non”.
Cosa è l’orticaria cronica spontanea
Di cosa stiamo parlando, quindi? Premesso che non se ne conosce ancora l’origine, gli esperti spiegano che l’orticaria cronica spontanea si può manifestare con pomfi, che possono presentarsi su tutto il corpo, e/o con angioedema, un “gonfiore” che interessa lo strato più profondo dei tessuti e che può colpire mani e piedi, genitali, labbra, palpebre, e addirittura le vie aeree superiori. Pur risultando dallo stesso meccanismo, il rilascio di istamina da parte di alcune cellule chiamate mastociti, l’orticaria è contraddistinta da un intenso prurito e da un’ampia estensione delle manifestazioni, mentre l’angioedema è più localizzato e persiste più a lungo, con una sensazione di dolore piuttosto che di prurito. “Riconoscere la malattia fin dall’esordio è quindi fondamentale, specie per intraprendere un percorso terapeutico mirato caso per caso”, fa notare Cancian. “Occorre valutare con grande attenzione le caratteristiche dell’orticaria (durata, distribuzione e frequenza dei pomfi, eventuali fattori scatenanti come i farmaci, il caldo, la pressione, lo stress), l’eventuale presenza di familiarità per malattie autoimmuni o allergiche e di sintomi gastro-intestinali o articolari. Grazie agli esami diagnostici, e soprattutto a specifici questionari che consentono di monitorare la severità dell’orticaria cronica spontanea, il suo impatto sulla qualità globale di vita, e l’efficacia delle cure, si può poi puntare a un trattamento personalizzato, anche con farmaci biologici, per controllare adeguatamente le manifestazioni e consentire ai pazienti di condurre una vita scolastica, lavorativa e relazionale del tutto normale”. L’orticaria è una delle diverse cause del prurito. Per ognuna, bisogna capirne bene le possibili cause, il decorso e come curarla.
Il talk “A voi il microfono. Perché mi prude?” è in programma il 15 ottobre alle 17.30 nella Sala Paladin del Comune di Padova, a Palazzo Moroni.