Pezzo a pezzo, mattone dopo mattone. Il muro impenetrabile dei tumori più aggressivi si demolisce così. È successo per una malattia che solo pochi anni fa era una condanna, il cancro del polmone. Oggi i medici ora riescono a individuare target specifici, e grazie a farmaci costruiti proprio per colpirli i pazienti vivono di più, in alcuni casi molto di più. Ma oggi c'è una nuova sfida, il tumore del pancreas. Anche in questo caso una delle strategie è quella di procedere tassello dopo tassello, come spiegheranno gli ospiti del Festival di Salute oggi a Padova.
Festival di Salute – Il programma
Il primo è stato Brca, quello stesso gene reso famoso da Angelina Jolie, che è mutato in una piccola percentuale di pazienti (4-8%). Poi è arrivata un'ulteriore buona notizia: la possibilità di colpire un bersaglio più diffuso, Kras.I risultati – applauditi con standing ovation al congresso di Chicago e che dimostrano una sopravvivenza mai vista prima in pazienti molto gravi, anche se parliamo di mesi – hanno fatto il giro del mondo e portato molti malati ad alzare la voce per reclamare un farmaco, daraxorasib.
L’immunoterapia
Un'ulteriore strada da percorrere è quella che abbina l'immunoterapia, che negli ultimi anni ha cambiato la storia di alcuni tumori e donato anni di vita a migliaia di pazienti, con le terapie mirate. I risultati, anche se ancora in fase precoce, fanno ben sperare. Ma la ricerca e i processi di approvazione impiegano molto tempo: giorni, mesi, anni che i pazienti purtroppo non hanno.
"Gli iter ordinari di approvazione dei farmaci in Europa e in Italia risultano eterni per chi ha una diagnosi oncologica infausta con pochi mesi o settimane di sopravvivenza. I pazienti rischiano di morire prima che la burocrazia completi le proprie analisi”, ci dice Max Parisi in collegamento dalla California dove si è trasferito all'indomani dell'approvazione di daraxoransib da parte dell'agenzia americana del farmaco. Già, perché negli Usa il farmaco c'è, mentre in Europa – e quindi in Italia – no. Max è forse il paziente più noto in questa situazione, ma molti altri stanno usando televisione e social per far conoscere la propria storia, raccogliere fondi per pagarsi da soli il farmaco – circa 40mila euro al mese – e fare pressione su Aifa e azienda produttrice per accelerare i tempi di arrivo in Italia.
L’uso compassionevole del farmaco
La strada maestra è quella del cosiddetto uso compassionevole, chiesto a gran voce dall'Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom): l'azienda mette a disposizione il farmaco gratuitamente in attesa che Aifa ne stabilisca il costo. Perché si realizzi ci vuole l'accordo fra le parti, ma fino a qualche settimana fa Revolution Medicine, che produce daraxoransib, non aveva che poche persone a rappresentarla in Italia, come nel resto d'Europa. Si tratta di una piccola azienda che – in molti ipotizzano – non ha forse neanche la capacità di produrre una quantità di farmaco sufficiente per tutti i pazienti europei.
L'uso compassionevole nasce per permettere a malati che non hanno più alcuna strada da percorrere di tentarne una che ha mostrato efficacia, anche se non ancora autorizzata. Nei tumori aggressivi è una via molto battuta. Era successo per l'unico farmaco target a oggi disponibile nella cura di questo tumore, olaparib. Astra Zeneca e MSD, le aziende produttrici, avevano concesso l'uso gratuito nei casi di cancro della mammella e dell'ovaio mutati, in attesa che l'iter burocratico si completasse. Poi, dati alla mano, dopo anni, hanno ottenuto l'approvazione anche nel pancreas, aprendo così la prima breccia in un muro fino a quel momento inespugnabile.Per adesso, dobbiamo dirlo, l'assedio è però solo iniziato. Per la scienza è tanto, per i malati non abbastanza.
Non illudere i pazienti
"Dobbiamo stare attenti a trasformare una grande notizia scientifica in un'illusione per i pazienti”, sottolinea Chiara Cremolini, uno degli oncologi italiani che ha sperimentato il farmaco all'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. “Il nostro sistema sanitario è fondato su universalità ed eguaglianza, mentre è evidente che pagarsi una cura così costosa è una possibilità solo per pochi”. I malati però non hanno tempo, e cercano di trovare una soluzione. Anche a costo di sacrifici enormi.
L’appuntamento
Oggi 15 ottobre alle 16 si terrà l’incontro: Tumori, dal polmone al pancreas: le nuove frontiere. Con Massimo Di Maio, Laura Marziali, Michele Reni e Anna Sapino. Modera Letiza Gabaglio (Sala Paladin del Comune di Padova - Palazzo Moroni)