Percorsi per l’oncologia del futuro
Oggi, grazie a soluzioni di diagnostica avanzata e all'innovazione terapeutica, possiamo parlare, per molte forme di tumore, di lungo-sopravvivenza o cronicizzazione. Per molti, ma non per tutti. Restano infatti significative sfide su cui è necessario intervenire per garantire ai pazienti oncologici migliori percorsi di presa in carico e assistenza. Come fare per vincere queste sfide? Alcune indicazioni verranno dalla due giorni di discussione "Roche Connections: new pathways for oncology", che vede riuniti a Milano oltre 350 specialisti e numerosi rappresentanti dei pazienti che si sono divisi in 17 gruppi di lavoro. L'evento è patrocinato da CIPOMO, Fondazione Roche, Associazione Periplo e SIAPEC-IAP.
Attenzione allo screening
"Il Piano Oncologico Nazionale (PON) delinea le priorità dell'oncologia di oggi e di domani, facendo leva su una maggiore integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, compreso il miglioramento delle cure e la riduzione delle recidive della malattia, individuando obiettivi e linee strategiche in coerenza con il Piano europeo contro il cancro - ha detto Saverio Cinieri, Presidente AIOM - Un punto di attenzione importante è rappresentato dagli screening oncologici, sui quali è cruciale agire a più livelli: l'ampliamento delle fasce di età dei programmi già esistenti, l'estensione a nuove patologie oncologiche come il tumore al polmone e la sensibilizzazione dei cittadini, per riavvicinarli alla prevenzione post-pandemia, come con la Campagna Screening Routine, a cui abbiamo offerto il nostro patrocinio. Pensando al futuro dell'oncologia, crediamo molto nel potenziale delle nuove tecnologie applicate alla ricerca e all'analisi dei dati dei pazienti. Da qui è nata una survey promossa da AIOM, e realizzata in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e il supporto di Roche, per indagare il livello di conoscenza e l'attitudine all'uso di strumenti di digital health negli oncologi italiani".
Tumori, screening ancora a macchia di leopardo e manca prevenzione
Diagnosi eccellenti
Proseguendo lungo il percorso del paziente, dopo la prevenzione e lo screening, l'eccellenza della diagnosi è un altro step cruciale. "Negli ultimi dieci anni l'evoluzione dell'anatomia patologica all'interno del laboratorio, che oggi influenza le decisioni cliniche nell'80% dei casi, e lo studio della morfologia e del DNA hanno permesso di approfondire la conoscenza dei tumori mettendo a disposizione diverse opzioni per valutare le alterazioni genetiche dei tessuti - ha dichiarato Filippo Fraggetta, Presidente SIAPeC - Principalmente si tratta dei cosiddetti pannelli multigenici, ovvero test genetici basati sul sequenziamento massivo parallelo conosciuto anche come Next generation sequencing (NGS). È necessario un ampliamento e una maggiore uniformità di accesso ai test di profilazione NGS, capaci di analizzare più geni contemporaneamente e indirizzare ad eventuali terapie target. Il valore dell'oncologia di precisione sta in una diagnosi di qualità unita a un approccio multidisciplinare, a cui hanno diritto tutti i pazienti con neoplasia, in qualsiasi parte del Paese si trovino".
L'assistenza sul territorio
Per migliorare gli attuali percorsi di presa in carico del paziente, un altro fronte di intervento prioritario è rappresentato dalle ROR, le Reti Oncologiche Regionali. "Il nostro Servizio Sanitario Nazionale lavora costantemente per garantire un equo accesso all'assistenza. Oggi molti pazienti con neoplasia riescono a guarire o a vivere più a lungo, con un livello di qualità di vita più alto rispetto a un tempo - ha ricordato Luigi Cavanna, Past-President CIPOMO (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri) - Bisogna diversificare le risposte ai bisogni in base alle diverse esigenze dei pazienti e sensibilizzare tutti gli interlocutori del sistema sull'importanza dell'oncologia territoriale. Va in questa direzione il progetto SMART CARE, acronimo di "Soluzioni e metodi avanzati di riorganizzazione in sanità" che, messo a punto da Periplo (rete delle reti oncologiche) insieme a SIMM (Società Medici Manager), propone un cambio di paradigma nel sistema di presa in carico di tutto il percorso di cura, partendo proprio dall'assistenza oncologia extra ospedaliera. La pandemia ha dimostrato che i tempi sono maturi per una gestione del paziente fuori dall'ospedale, ma nel concreto è necessario definire i requisiti minimi e sfruttare al massimo gli strumenti tecnologici a nostra disposizione che hanno il potenziale di facilitare sia gli oncologi che i pazienti".
Oncologia sempre più di precisione
"Essere partner del Sistema Salute significa per noi mettere in campo un impegno che unisce all'innovazione diagnostico-terapeutica un obiettivo più ampio: favorire un miglioramento dell'intero patient journey. Nasce da questa ambizione l'evento di oggi, con cui abbiamo voluto tracciare una roadmap condivisa delle priorità per l'oncologia del futuro, sfidandoci nell'identificare soluzioni concrete, in continuità con quanto si sta già facendo", ha concluso Anna Maria Porrini, Direttore Medico di Roche Italia. Sono oltre 40 i progetti promossi da Roche in questa direzione, che includono partnership con il Sistema Salute, collaborazioni per il miglioramento dei PDTA e a supporto della ricerca. A questi si aggiungono campagne ed iniziative realizzate con le Associazioni di pazienti e in risposta ai loro bisogni, per arrivare a progettualità sperimentali sull'attualissimo fronte dell'oncologia territoriale".