La ricerca farmaceutica fa crescere l’Italia
di Marta MussoPresentato il nuovo Studio di Impatto: per ogni euro investito negli studi clinici sponsorizzati si generano 2,82 euro di risparmi per il Servizio sanitario nazionale. Ma restano delle criticità
La ricerca farmaceutica non è solamente una questione di salute. È anche motore sviluppo economico che genera occupazione, sostiene le imprese e contribuisce al mantenimento dei conti pubblici. Per misurare questo impatto per il secondo anno di seguito la multinazionale Roche ha realizzato uno studio con il supporto di PwC Italia che calcola in maniera precisa la dimensione di questo contributo: per ogni euro di valore aggiunto diretto generato d Roche in Italia, l'impatto complessivo sull'economia nazionale raggiunge i 2,8 euro. Un effetto moltiplicatore che si estende anche all’occupazione, con 3,2 posti di lavoro complessivi sostenuti lungo tutta la filiera e nell’indotto per ogni dipendente diretto, e alla ricerca clinica, dove ogni euro investito negli studi sponsorizzati genera un risparmio stimato di 2,82 euro per il Servizio sanitario nazionale. Contributi questi che, secondo lo studio, vanno oltre i confini dell'azienda e che generano valore per l’intera società e l'economia del Paese.
Le opportunità perdute
L’evento organizzato per la presentazione dei dati del secondo Studio di impatto di Roche in Italia è stato anche occasione di un dibattito che ha visto la partecipazione di diverse voci, tra cui il General Manager di Roche Spa e di Roche Diagnostics Spa e i rappresentanti di ministero della Salute, Mimit, Mur, Farmindustria, Assobiotec, Confindustria dispositivi medici e Istituto Bruno Leoni, tutte concordi nel delineare come il settore delle scienze della vita sia a un punto di svolta strategico. “Apprezziamo i primi segnali del Governo nella manovra e sul Testo Unico, ma la velocità delle riforme è ancora troppo lenta rispetto a come corrono i capitali internazionali. Il rischio reale per l’Italia è quello di una delocalizzazione silenziosa: ogni giorno che passa senza decisioni strutturali, i grandi investitori scelgono altri hub, ha spiegato Amy VanBuskirk, General Manager di Roche Spa, evidenziando come il rischio per l’Italia sia quello di una delocalizzazione silenziosa. Secondo lo studio condotto da Altems "Missed Opportunities" (Opportunità perdute), solo i ritardi burocratici nell'attivazione dei centri clinici sono costati oltre 10.500 pazienti non arruolati e 180 milioni di euro di benefici sanitari persi in tre anni.
“A questo – prosegue la manager - si somma un payback che sottrae liquidità vitale proprio dove l’effetto moltiplicatore su ricerca e lavoro qualificato è massimo. Per invertire la rotta servono scelte coraggiose: superare gradualmente il payback, imporre tempi certi e contratti unici per i trial clinici e premiare chi sceglie di ancorare in Italia valore aggiunto, occupazione specialistica e una filiera di eccellenze territoriali”. Peraltro, anche nel 2025 Roche Italia si è confermata la seconda azienda per contributo al payback farmaceutico nazionale, con un totale di 178 milioni di euro versati, pari a una quota di ben il 7,5% dell’intero ripiano.
Risparmi per il Ssn
Applicando la metodologia dell'analisi Altems ai dati della ricerca clinica Roche, emerge che una più rapida attivazione degli studi e una gestione ottimizzata del “trial journey” consentirebbero di arruolare più pazienti (+35% sui 34 studi interventistici sponsorizzati attivi in Lombardia nel 2025, analizzati come campione rappresentativo a livello nazionale) e di generare un risparmio pari a 1,4 mln € per il Sistema Sanitario Nazionale. Dati che andrebbero a sommarsi all’impatto complessivo della ricerca promossa da Roche in Italia. Al 2025, sono 191 gli studi interventistici attivi, per un totale di 13.326 pazienti complessivamente coinvolti, in 6 aree terapeutiche (Cardiovascolare e Metabolica, Ematologia, Immunologia, Neuroscienze, Oftalmologia, Oncologia). A questi si sommano 36 studi osservazionali e 25 Programmi di Uso Compassionevole (Cup). Con i 137 studi sponsorizzati attivi al 2025 è stato stimato un risparmio totale per il Servizio sanitario nazionale pari a 94,4 milioni di euro.
Il ruolo della diagnostica
La diagnostica è una vera bussola delle scelte cliniche (guidandone circa il 70%) e può essere uno strumento per orientare il Ssn verso un paradigma preventivo, proattivo e personalizzato. “Il valore della diagnostica non deve essere misurato solo all'interno del laboratorio ma lungo l'intero percorso clinico del paziente. Sebbene l'Italia rappresenti un mercato strategico per l'azienda, continuiamo tuttavia a scontrarci con misure fortemente penalizzanti, a partire dal payback sui dispositivi medici. Un vero freno alla modernizzazione del Servizio sanitario nazionale”, ha commentato Burçak Çelik, General Manager di Roche Diagnostics Spa, che nel 2025 ha promosso in Italia 20 studi attivi per un totale di 11.480 pazienti coinvolti.
Parità di genere
Lo Studio di Impatto ha anche evidenziato l’assenza di gender pay gap, che più di una dipendente su due è donna (54%) e la compresenza attiva di quattro generazioni, con una quota pari al 30% di giovani under 40. “Lo studio descrive un’azienda in cui il 78% dei dipendenti è laureato e in cui per ogni ora di formazione obbligatoria se ne svolgono 2,4 di formazione non obbligatoria”, ha affermato Renato Brunetta, presidente del Cnel. “Dove il valore nasce dalla conoscenza, coinvolgere chi lavora nelle scelte dell’impresa diventa una condizione per competere. È il “paradigma partecipativo” in cui il Cnel crede, un investimento in produttività, il nodo che la nostra economia non ha ancora sciolto”. Per questo il Cnel ha assegnato a Roche il Bollino per le buone pratiche partecipative. L’azienda ha inoltre ricevuto il Premio Parità di Genere 2026, promosso da Assolombarda, Assolombarda Servizi Società Benefit e dall’Associazione Steamiamoci.