Tumore alla prostata, una nuova opzione per i casi più gravi
Aifa ha approvato l’estensione di indicazione per la molecola darolutamide, da oggi disponibile per il trattamento della malattia metastatica con o senza chemioterapia
Una terapia sempre più personalizzata per il tumore alla prostata, per combattere la malattia e in grado di mantenere il benessere dei pazienti, riducendo l’impatto degli effetti collaterali. È stata salutata così dagli esperti la notizia della rimborsabilità, da parte di Aifa, di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, più terapia di deprivazione androgenica per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico. Si tratta di un’estensione di indicazione, che rende più flessibile l’utilizzo della molecola (in abbinamento o meno alla chemioterapia) e allarga le opzioni terapeutiche a disposizione dei clinici, hanno ricordato oggi gli esperti, durante un incontro con la stampa organizzato promosso da Bayer.
Trattamenti innovativi per migliorare la qualità di vita dei pazienti
Ogni anno sono più di 40 mila le diagnosi di tumore alla prostata, la neoplasia più frequente negli uomini e sempre più trattabile, grazie alle innovazioni terapeutiche. Oggi a cinque anni la sopravvivenza è del 91% dei pazienti e si stima che siano circa 485 mila quelli vivi dopo una diagnosi nel nostro paese. Una cifra in costante aumento, ha ricordato Alberto Briganti, Professore di Urologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. In alcuni casi però la malattia viene scoperta solo in fase avanzata: “I sintomi correlati al tumore metastatico, come il dolore alle ossa e le difficoltà nel movimento, in molti casi compromettono le attività quotidiane. La disponibilità di una terapia in grado di preservare il benessere del paziente, di ridurre al minimo le interferenze con gli altri farmaci e di ritardare la progressione del dolore si traduce anche in una migliore gestione della malattia, perché offre ai clinici più tempo da dedicare ai pazienti”. L’innovazione, ha proseguito l’esperto, si misura anche in questi aspetti, ovvero non solo come sviluppo di nuove molecole, ma come ottimizzazione del loro utilizzo, mantenendo il più possibile la qualità di vita dei pazienti, e considerando anche questo come una priorità.
I risultati di darolutamide nello studio Aranote
Uno degli aspetti più importanti sottolineato da tutti gli esperti è stata infatti la possibilità non solo di estendere la sopravvivenza dei pazienti grazie a nuovi trattamenti, ma di poterlo fare grazie a farmaci sicuri, maneggevoli, che possono garantire una migliore qualità di vita. E la molecola darolutamide, grazie a una particolare struttura chimica, consente di ridurre gli effetti collaterali solitamente associati a questa tipologia di farmaci, ha ricordato Elisa Zanardi, segretario Linee Guida Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sul carcinoma della prostata e Oncologa Medica all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, citando i risultati raggiunti durante la sperimentazione clinica. “Nello studio Aranote pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, darolutamide, associato alla sola terapia di deprivazione androgenica, ha ridotto significativamente il rischio di progressione radiologica o di morte del 46%”.
Ma non solo: accanto a questi benefici clinici, il farmaco ha ridotto la progressione del dolore e rallentato il deterioramento di parametri legati alla qualità di vita correlata alla salute, ha proseguito: “Non vogliamo solo aggiunge quantità di vita ma anche qualità di vita: avere farmaci che controllano bene la malattia e che possono impattare anche sulla speranza di vita ci consente di dedicarci anche a valutare questi aspetti, facendo partecipare i pazienti alle decisioni terapeutiche”.
Si allargano le opzioni a disposizione dei clinici contro il tumore alla prostata
I dati relativi alla sicurezza del farmaco arrivano anche dall’esperienza maturata dai clinici nel suo utilizzo nella pratica clinica, ha ricordato Luigi Formisano, membro del Direttivo Nazionale Aiom e Professore di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il farmaco, infatti, finora era indicato per il trattamento del cancro della prostata non metastatico resistente alla castrazione ad alto rischio di metastasi e cancro della prostata metastatico ormono-sensibile più terapia di deprivazione androgenica in associazione con docetaxel. “La nuova approvazione da parte di Aifa estende l’utilizzo di darolutamide a un gruppo più vasto di pazienti - spiega l’esperto - Grazie alla nuova indicazione, infatti, darolutamide è l’unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da Aifa che consente di personalizzare il trattamento, con o senza la chemioterapia, per soddisfare le necessità di ogni paziente e migliorare i risultati clinici”. Si tratta dunque della terza indicazione per darolutamide ha sottolineato Marius Moscovici, Medical Lead Oncology, Bayer Italia: “Il nostro obiettivo è sviluppare terapie innovative che si differenzino dalle opzioni di cura disponibili e che rispondano a bisogni insoddisfatti, migliorando così le risposte cliniche e mantenendo la qualità di vita dei pazienti nei diversi stadi del tumore della prostata”.