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L’invecchiamento? Dipende (anche) dal microbiota

(foto: RUSLANAS BARANAUSKAS/SCIENCE PHOTO LIBRARY/Getty Images) 

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Dall’intestino all’occhio: l’influenza del microbiota intestinale sulla salute potrebbe spingersi fin qui. A suggerirlo è uno studio appena pubblicato su Aging Us condotto da alcune ricercatrici dell’Istituto per la Ricerca Genetica e Biomedica (Irgb) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che ha analizzato le relazioni tra microbiota intestinale e alcuni indicatori dell’invecchiamento. Tra le scoperte, appunto, la relazione tra l’abbondanza di alcuni batteri intestinali e la degenerazione maculare legata all’età. Ma non solo: le ricercatrici hanno anche messo in luce una relazione tra l’attività del microbiota intestinale e i livelli di proteine infiammatorie e legate al rischio cardiometabolico.

Microbiota: quale ruolo nell’invecchiamento?

Il punto di partenza dello studio, scrivono le autrici, è questo: il microbiota è dinamico ed è noto che invecchiando si altera la sua composizione. Al tempo stesso, tantissime patologie sono più frequenti nella popolazione che invecchia. Che ci sia una diretta correlazione tra microbiota e invecchiamento? E’ questa la domanda cui hanno cercato di rispondere, utilizzando dati di genetica già raccolti e accessibili da diversi studi. In particolare la loro attenzione si è focalizzata sul ruolo di 37 tipi di batteri o vie molecolari del microbiota intestinale (estrapolati a loro volta da studi di associazione genome-wide) su 18 patologie o tratti collegati all’invecchiamento (come osteoporosi, degenerazione maculare legata all’età, diabete di tipo 2, ictus o longevità, per esempio). In aggiunta, le ricercatrici hanno valutato se esistessero delle relazioni tra microbiota intestinale e i livelli di alcune proteine coinvolte nell’infiammazione e nel metabolismo cardiaco. Per far luce sulle relazioni di tipo causale tra i fattori analizzati, le studiose hanno utilizzato il metodo della randomizzazione mendeliana.

I risultati dello studio

I risultati hanno evidenziato alcuni legami diretti tra microbiota intestinale e tratti associati all’invecchiamento, soprattutto con la degenerazione maculare legata all’età e con i livelli di una sessantina di proteine circolanti. Come si legge nello studio, il rischio di degenerazione maculare si osserva per coloro che hanno una predisposizione genetica per l’aumento dei Coriobacteriales. Per il resto le ricercatrici hanno messo in luce diverse relazioni tra il microbiota intestinale e variazioni nei livelli delle proteine implicate nell’infiammazione e nel metabolismo cardiaco. A titolo di esempio, i livelli dell’apolipoproteina M, coinvolta nel trasporto dei grassi e a cui si attribuiscono effetti antiinfiammatori e di contrasto alla formazione dell’aterosclerosi, sembrano diminuire quando aumenta l’attività di una via molecolare batterica legata al metabolismo dell’azoto.

Le ricercatrici sottolineano la forza metodologica del loro studio, ma al tempo stesso invitano alla cautela e a studiare più a fondo il tema, contro il clamore che circonda spesso gli studi sul microbiota intestinale: “Questi risultati supportano il ruolo del microbioma intestinale come modulatore dei circuiti infiammatori e cardiometabolici, che possono contribuire all'insorgenza di malattie legate all'età, anche se saranno necessari studi futuri per comprendere i meccanismi biologici sottostanti”.