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Diabete: per le ferite c’è il cerotto “intelligente”, si ispira alle piante carnivore

(Foto: Iparraguirre Recio/Moment/Getty Images) 

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Un cerotto “intelligente” promette di migliorare il trattamento delle ferite diabetiche. Sviluppato da un team della Hanyang University (Corea), è costituito da microaghi che cambiano forma in modo autonomo, con una precisione guidata dall’intelligenza artificiale, per favorire la chiusura delle lesioni. La tecnologia, spiegano i ricercatori sulle pagine della rivista Advanced Materials, è ispirata ai sofisticati meccanismi di movimento delle piante carnivore.

Pelle e diabete: le lesioni vanno curate subito

Una delle complicanze del diabete è l’insorgere di patologie cutanee e problemi alla pelle, soprattutto agli arti inferiori. L’iperglicemia, infatti, danneggia i vasi sanguigni e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie periferiche: il sangue circola meno e la pelle si modifica diventando sottile, traslucida, più soggetta a lesioni e piccole emorragie. Il problema è che queste ferite ci mettono più tempo a ripararsi e di conseguenza cresce di molto il rischio di infezioni e ulcerazioni, che possono diventare molto serie fino a richiedere l’amputazione dell’arto interessato (il famoso piede diabetico). Prendersi cura subito delle lesioni è dunque molto importante, ma non è sempre facile intervenire a causa della fragilità dei tessuti.

Piante carnivore e stampanti 4D

I ricercatori guidati da Hyun-Do Jung, però, oggi offrono un’alternativa alle spesso inefficaci suture e graffette: un cerotto “intelligente”, che reagisce autonomamente all’ambiente, che si ispira alle strategie di Drosera capensis, una pianta carnivora che utilizza movimenti coordinati di ripiegamento per catturare e trattenere le sue prede. Per replicare il comportamento della pianta, gli scienziati hanno stampato in 4D un sistema di microaghi utilizzando polimeri a memoria di forma - tecnologie che permettono agli oggetti di cambiare forma nel tempo in seguito a uno stimolo esterno. In pratica, una volta applicato, il cerotto “sente” il calore del corpo umano e si attiva: i microaghi si agganciano al tessuto e si ripiegano avvicinando i lembi della ferita e accelerandone la guarigione.

L’Intelligenza artificiale guida rigenerazione e azione antibatterica

Il nuovo cerotto, inoltre, ha un comportamento prevedibile perché è stato programmato attraverso un’Intelligenza artificiale (algoritmi di machine learning), cosa che permette anche di regolare la forza e la velocità del movimento degli aghi in base alle necessità cliniche. Non è tutto. Proprio come fa la pianta carnivora a cui si ispira, il dispositivo rilascia sostanze in modo controllato: i microaghi sono rivestiti con nanoparticelle promuovono la rigenerazione cellulare e la formazione di nuovi vasi sanguigni, mentre uno strato sottilissimo di zinco svolge un’azione antibatterica, eliminando i patogeni ed evitando le infezioni croniche che rappresentano una delle maggiori complicazioni per chi soffre di diabete.

Verso i futuri robot medici

Il prodotto non è ancora pronto per la clinica, ma le sperimentazioni preliminari hanno dato risultati promettenti. I test preclinici condotti su modelli animali, infatti, hanno dimostrato che il sistema accelera la guarigione delle ferite, stimolando la produzione di collagene e riducendo l'infiammazione. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, secondo i suoi sviluppatori la tecnologia di stampa 4D guidata dall’Ia potrebbe essere adattata per la realizzazione di cerotti, impianti, scaffold e stent intelligenti in grado di interagire con l'ambiente corporeo. A lungo termine, potrebbe anche favorire lo sviluppo di biomateriali di robot medici “morbidi”, di dispositivi di interfaccia con i tessuti biologici, con l’obiettivo di agevolare la guarigione e ridurre ulteriormente le complicanze.