"PAUSA". È una parola di uso comune. Ma se a pronunciarla è un maestro di meditazione come Gregory Kramer, acquista un significato diverso, e diventa la chiave per accedere a un altro modo di vedere la realtà. E proprio fare "pausa", interrompere la conversazione per ascoltarsi, è il primo passo per chi pratica Insight Dialogue, la meditazione a due sviluppata dal maestro americano nell'ambito della meditazione di consapevolezza, quella che in genere si definisce mindfulness. LEGGI: In fuga dallo stress? La meditazione "batte" le vacanze Un maestro occidentale. Incontrare Gregory Kramer significa mettere da parte i luoghi comuni sui maestri di meditazione: niente tonache o atmosfere orientali, il fondatore dell'Insight Dialogue è un americano dall'aria atletica, con una bella famiglia e un passato di docente di musica elettronica. "Quando ho incontrato il mio primo insegnante di meditazione, oltre quarantacinque anni fa - racconta Kramer - questa pratica è diventata rapidamente il centro della mia vita". E dai principi del buddismo si è sviluppata l'idea di un dialogo meditativo che aiuta a fare chiarezza dentro se stessi, e a stare meglio. A partire da una semplice considerazione: "Molte delle nostre ansie nascono dalle relazioni con i familiari, i colleghi, i superiori - spiega Kramer - però il vero problema non sono loro ma le nostre reazioni, le abitudini che ci condizionano". Meditazione a due. È nato così un impegno a tempo pieno, che lo ha costretto a conciliare il proprio percorso spirituale con le esigenze della famiglia: "Ma la meditazione è prima di tutto un modo di vedere la vita - prosegue Kramer - è qualcosa che entra nella nostra quotidianità", un modo di ascoltare noi stessi, per comprendere le nostre emozioni e non esserne schiavi, e gli altri. D'altronde, quella del monaco che passa la vita in meditazione è un'immagine fittizia. E l'Insight Dialogue supera la divisione tra vita contemplativa e vita attiva, "anche se è comunque importante dedicare tempo a quella che chiamo pratica straordinaria": i momenti di meditazione individuale, e il vero e proprio Insight Dialogue, guidato dal maestro seguendo un semplice schema (pausa, rilassa, apri, confida nell'emergere, ascolta in profondità, dì la verità) che aiuta ad ascoltare e ad ascoltarsi. "Quando si medita da soli, è più facile perdersi dietro ai propri pensieri: in due s'impara più velocemente, perché vediamo il processo in azione - spiega Kramer - ed è proprio il nostro interlocutore, con i suoi silenzi, ad aiutarci se ricadiamo nelle abitudini". Così impariamo ad ascoltare il nostro corpo. LEGGI: La scienza è entrata nella testa di chi medita L'autocoscienza nella relazione con l'altro. Non succede spesso che sia un occidentale a innovare il mondo della meditazione: "Quello che ho fatto è stato creare un metodo, formalizzare qualcosa che forse esisteva da sempre: portare nel confronto con gli altri l'esperienza fatta in meditazione - spiega Kramer - che è sostanzialmente mindfulness, ovvero presenza, attenzione". Quando parliamo con gli altri, di solito il nostro cervello parte in automatico: ci lasciamo trascinare dalle emozioni, dai ruoli sociali, dalle aspettative: "L'Insight Dialogue non impedisce che questo succeda. Però ci permette di osservare quello che avviene nella nostra mente, e così ci aiuta a fermarci e a ripartire". Con la pratica poi le qualità della mente si sviluppano, assicura Kramer, e arrivano a influenzare le nostre interazioni quotidiane con gli altri: "Diventiamo coscienti delle abitudini, delle emozioni che ci guidano, e possiamo scegliere se seguirle o osservarle con distacco". LEGGI: Boom dei centri di meditazione. Liste d'attesa fino a settembre Una pratica, non una terapia. "I risultati si vedono, anche se ottenere conferme non è facile: d'altronde l'Insight Dialogue non è una terapia, è una pratica, in cui si lavora insieme su base paritaria per comprendere le ragioni della nostra sofferenza". Ma soprattutto può diventare un modo diverso di vedere il mondo: "praticate, e siate onesti con voi stessi - conclude Kramer - vedrete così se cominciate a cambiare diventando più lucidi, più gentili, più compassionevoli".