IL MICOBIOMA dei bambini non è uguale per tutti e ovunque ma è strettamente legato all'ecosistema e allo stile di vita. I ragazzini delle comunità rurali africane hanno un microbioma privo del bifidobacterium e molto simile a quello degli adulti. Al contrario di quello dei neonati delle moderne città occidentali o delle città che stanno abbracciando il sistema di vita occidentale, che è dominato dal microbioma e nettamente diverso nelle diverse fasi della vita. Sono queste, sebbene semplificate e in sintesi, le conclusioni di uno studio pubblicato su Cell Report realizzato in Africa da ricercatori dell'Unità di Ecologia Microbica della Salute-Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna in collaborazione con l'università di Ibadan in Nigeria. • IL MICROBIOMA DEI BAMBINI NON È STANDARD Un lavoro che mette in dubbio un paio di verità e che fa riflettere su come eravamo quando ancora obesità diabete di tipo 2, sindrome metabolica e tante altre malattie croniche sempre più diffuse alle nostre latitudini, non lo erano così tanto, anzi quasi non c'erano proprio. "Volevamo capire come l'urbanizzazione e lo stile di vita occidentale abbiano cambiato e stiano tuttora cambiando il nostro microbioma intestinale. Abbiamo allora deciso di studiare due popolazioni africane, una rurale, che rispecchia un po' come eravamo fino a non molto tempo fa, e una urbanizzata. Abbiamo così scoperto che non è vero quello che abbiamo sempre dato per scontato, cioè che i microbiomi dei bambini siano gli stessi ovunque, e in particolare non è vero che ovunque siano molto ricchi di bifidobacterium, il microrganismo che è abbondante nel microbioma dei neonati occidentali ed è considerato necessario per una crescita e uno sviluppo sani", spiega Silvia Turroni, biotecnologa dell'Unità di Ecologia Microbica della Salute-Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna autrice senior della ricerca. "Abbiamo visto - aggiunge - che i dei bambini delle aree rurali pure se hanno microbiomi sono sostanzialmente privi del bifidobacterium , sono bambini sani. Questo significa che il concetto di disbiosi, cioè di alterazione del microbioma, non è assoluto". Ma andiamo per gradi. • LO STUDIO Gli autori della pubblicazione - oltre a Turroni, Marco Candela Patrizia Brigidi, Elena Biagi Simone Rampelli - con la collaborazione di Funmilola Ayeni del Dipartimento di Microbiologia farmaceutica dell'Università di Ibadan in Nigeria, hanno analizzato i microorganismi intestinali di due popolazioni nigeriane, una rurale e una urbana. La prima, i Bassa, è una piccola comunità di agricoltori che vivono isolati e lontani da centri urbani, La seconda comunità è costituita dagli abitanti della capitale, Abuja, e di altre città del paese africano "che stanno abbracciando sempre di più uno stile di vita occidentale, molto simile al nostro" specifica la ricercatrice. • IL DOGMA INFRANTO DEL BIFIDOBACTERIUM Analizzando campioni di feci di 18 Bassa, di cui 9 bambini con meno di 3 anni, e di 30 nigeriani urbani: 18 adulti e 12 bambini hanno dimostrato che i bambini Bassa non hanno il bifidobacterium, che è considerato il probiotico per eccellenza, un vero promotore della salute. E che la loro flora batterica è molto simile quella degli adulti della stesa comunità. E siamo alla seconda verità messa in dubbio dalla ricerca su Cell Report. Turroni: "Nelle comunità rurali non sembrerebbe esistere una differenziazione netta tra gli ecosistemi intestinali dell'adulto e del bambino. Quindi che i bambini abbiano un microbioma intestinale che via via si modifica negli anni potrebbe essere un fenomeno solo occidentale". • LA DISBIOSI? UN CONCETTO RELATIVO "Tutto questo significa che il concetto di alterazione del microbioma intestinale o di sbiosi, non è un concetto assoluto ma dipende dal contesto - riprende Turroni - I bambini delle comunità rurali sono privi del microrganismo la cui assenza è sempre stata considerata indicativa di disbiosi, e quindi di maggiore rischio di malattie infiamatorie come il Crhon o la colite ulcerosa ma anche il diabete di tipo 2 o dell'obesità. Ma quei bambini crescono bene stanno bene, sono sani, e sono sani gli adulti della loro comunità. Forse abbiamo sbagliato a considerare alcuni microbiomi disbiotici in assoluto". • UN'UNICA GRANDE COMUNITÀ DI MICRORGANISMI L'idea degli autori è che nelle zone rurali, come in fondo è stato fino a un certo punto della nostra storia europea, adulti e bambini condividano molto, in termini di stile di vita e alimentazione. "E come se esistesse un'unica comunità di microrganismi con la quale tutti vengono a contatto molto precocemente nella vita" ragiona l'esperta. LA DIETA DEI BASSA Studiando il microbioma dei popolazioni che vivono oggi come noi un tempo può essere utile - secondo gli autori - a capire come eravamo quando non soffrivamo di obesità, diabete eccetera "e capire come eravamo e come vivevamo - ragiona la biotecnologa - aiuta capire cosa non va oggi". Come vivono quindi i Bassa della Nigeria? "Gli adulti e bambini non fanno una vita separata, condividono molto più che non in città cibo e ambienti. Si nutrono soprattutto di tuberi, zuppe di vegetali, pesce, e tutti, grandi e piccoli, bevono acqua non sanitarizzata, prelevata direttamente dal fiume che bagna il villaggio. Non si lavano così spesso come facciamo noi, non sterilizzano oggetti. E le madri non prolungano l'allattamento al seno esclusivo, cominciano prima di quanto non succeda in occidente a integrare altri cibi al latte materno".