Il caffè sospeso e i suoi fratelli, quando la solidarietà diventa business
Anna DichiaranteLa consuetudine, nata a Napoli nel dopoguerra, di lasciar pagato un caffé al bar per chi non se lo può permettere si è allargata a libri, pranzi, spettacoli e voli aerei. Tanto da trasformarsi - talvolta - in una vera strategia di marketing. Seguici anche su Facebook
Si dice che la tradizione del “sospeso” sia nata nel Dopoguerra, quando, a Napoli, nelle pizzerie dei Quartieri Spagnoli si concedeva ai clienti con poco denaro in tasca di saldare il conto a sette giorni. Una prassi che si è evoluta nell’usanza di pagare due caffè al bar, uno per sé e uno per chiunque venga dopo e non se lo possa permettere. Mentre fino a qualche anno fa, al di fuori del capoluogo campano, pochi lo facevano, oggi in tutta Italia sono deci…