Apologia della sconfitta: la lezione del Bocuse d’Or di Martino Ruggieri
Giulia ManciniParla lo chef italiano pronto a tornare ai fornelli del Pavillon Ledoyen, per raccontare senza filtri il bagaglio di quest'esperienza. Della crescita personale, nata dallo "scontrarsi con i propri limiti". LEGGI: L'analisi / Seguici anche su Facebook
Al termine di ogni competizione c’è un solo partecipante a salire sul podio, il vincitore, e poco importa che sia una gara sportiva o di cucina: chi non sale sul gradino più alto non ha vinto. Questo decreta una sconfitta, eppure il valore della competizione e lo spirito agonistico non ne escono sconfitti, a patto che gli esiti negativi lascino insegnamenti e pensieri propositivi, non necessariamente di rivincita, ma di accrescimento personale. Così riecheggiano nella…