Scienze

GEOLOGIA

Viaggio all'interno del vulcano
per scoprire il ritmo della Terra

Campi Flegrei, un foro di 2,5 km per studiare il bradisismo. Al via un progetto internazionale Ma alcuni esperti lo definiscono "troppo rischioso" di  LUIGI BIGNAMI

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ROMA - Un'esplorazione alla Jules Verne, nel centro della Terra. Ha i tratti dell'eccezionalità l'esperimento che, nei prossimi giorni, prenderà il via a Bagnoli. È un progetto che si propone di perforare uno dei vulcani più pericolosi al mondo: quello dei Campi Flegrei. Si inizierà con un pozzo pilota che raggiungerà i 500 metri di profondità. Durante la perforazione si metteranno a punto i meccanismi necessari per spingersi poi fino a 4 mila metri, dove si incontreranno temperature che potranno toccare anche i 500° centigradi.

"La scelta del luogo è dettata innanzitutto dal fatto che si trova sul bordo della caldera (è così si chiama la parte sprofondata del vulcano principale, ndr) e questo ci permette di ricostruire la stratificazione di tutte le eruzioni che vi sono state nel passato", spiega Giuseppe De Natale, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e coordinatore del Campi Flegrei Deep Drilling Project.

Le eruzioni più antiche di questo vulcano risalgono molto probabilmente a circa due milioni di anni fa, ma di questi fenomeni si hanno pochissime informazioni. È solo da circa 40 mila anni, invece, che è possibile ricostruire le conseguenze delle eruzioni. Una di queste, avvenuta 39 mila anni or sono, fu così violenta da disperdere le polveri su gran parte della Campania e molto probabilmente ebbe conseguenze di non poco conto sul clima del pianeta. Un'altra spaventosa eruzione si verificò circa 15 mila anni fa. Da allora si sono contate una sessantina di altre eruzioni, più o meno violente. L'ultima attività è stata quella registrata nel 1538 sul Monte Nuovo, dopo un periodo di quiescenza di circa tremila anni. Si è trattato di una delle eruzioni di minore intensità che sono siano state documentate.

L'area vulcanica dei Campi Flegrei è nota anche per il bradisismo, quel movimento lento del suolo che negli anni tra il 1970 e il 1972 e successivamente tra il 1982 e il 1984 ha portato a un sollevamento del suolo che in pochi mesi ha raggiunto anche i 3,5 metri. "Con questo pozzo vogliamo studiare l'acquifero che esiste in profondità, il quale probabilmente è causa di questa variazione del livello del suolo - continua De Natale -. L'acqua infatti, se scaldata dal magma sottostante, crea una forte pressione e questo può determinare un sollevamento notevole del terreno. Un fenomeno che si è manifestato anche in altri grandi caldere, come a Yellowstone o a Long Valley. Lo studio dell'acquifero è importante anche perché la gran parte dell'attività eruttiva dei Campi Flegrei, soprattutto quella esplosiva, è legata proprio all'interazione tra gli acquiferi e il magma sottostante".

Ma non c'è pericolo che il pozzo finisca nella camera magmatica causando esplosioni pericolose? "No - ribadisce De Natale - perché sappiamo da altri studi che il magma è molto profondo e poiché ha una temperatura di circa 1.000 gradi centigradi i nostri sensori ci fermeranno quando saremo a una temperatura di 500 gradi. Quindi, ancora molto lontani dal magma".

Di diverso avviso però è un gruppo di ricercatori dell'Università di Napoli Federico II. "Sondaggi in aree geotermiche hanno già provocato negli anni recenti incidenti drammatici in Islanda, Nuova Zelanda e a Fiumicino, in Italia. Sul sondaggio nel Lazio e sull'incidente che si è verificato nel 2007 è stato pubblicato un articolo scientifico a firma del professor Franco Barberi, presidente della commissione Grandi rischi della Protezione civile", spiega Benedetto De Vivo, ordinario di Geochimica ambientale. "Inoltre - fa presente il ricercatore dell'Università di Napoli in un recente articolo su Nature - non si può non rimanere esterrefatti di fronte alla decisione di collocare, tra l'altro, un'attività industriale all'interno di un'area sulla quale è in corso una bonifica e che, una volta recuperata, dovrebbe essere destinata a parco pubblico, attività residenziali e altro". Dubbi legittimi. Tuttavia, secondo l'Ingv, l'attenzione che verrà posta durante il lavoro sarà tale da impedire ogni forma di incidente e tutti i fanghi di perforazione (che sono inquinanti) saranno trattati per impedire qualunque forma di inquinamento nell'area di lavoro.