ROMA - Il satellite americano Uars è rientrato nell'atmosfera fra le 5,23 e le 7,09 di questa mattina (ora italiana) su un'area compresa fra Canada, Africa e una vasta zona del Pacifico. Lo ha confermato ufficialmente la Nasa. Nelle ultime ore Uars aveva cambiato traiettoria e rallentato la sua discesa, rendendo di fatto nulla la situazione di pericolo per il Nord Italia dove si temeva che potessero cadere i frammenti.
Il rientro del satellite era atteso per le prime ore della mattinata di oggi, durante le quali la spazzatura spaziale è passata sopra il Canada, l'Africa e vaste aree del Pacifico, dell'Atlantico e dell'Oceano Indiano. La possibilità che il satellite potesse rientrare nell'atmosfera in un'area sopra gli Stati Uniti era stata esclusa fino a poche ore fa.
"Inizialmente il satellite era stato rallentato dall'attività solare - ha spiegato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope - ma adesso ha assunto un nuovo orientamento che sta ulteriormente rallentando la sua discesa. In questo momento il satellite è soltanto in balia dell'atmosfera".
"Il rischio per l'incolomità pubblica - rileva la Nasa - è molto remoto". E la Protezione civile, nel suo ultimo "bollettino" decide per il cessato allarme: il problema non riguarda l'Italia.
Il rientro del satellite era atteso per le prime ore della mattinata di oggi, durante le quali la spazzatura spaziale è passata sopra il Canada, l'Africa e vaste aree del Pacifico, dell'Atlantico e dell'Oceano Indiano. La possibilità che il satellite potesse rientrare nell'atmosfera in un'area sopra gli Stati Uniti era stata esclusa fino a poche ore fa.
"Inizialmente il satellite era stato rallentato dall'attività solare - ha spiegato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope - ma adesso ha assunto un nuovo orientamento che sta ulteriormente rallentando la sua discesa. In questo momento il satellite è soltanto in balia dell'atmosfera".
"Il rischio per l'incolomità pubblica - rileva la Nasa - è molto remoto". E la Protezione civile, nel suo ultimo "bollettino" decide per il cessato allarme: il problema non riguarda l'Italia.