EMERGENZA sulla stazione spaziale internazionale a causa di una fuga di ammoniaca, liquido che viene usato come refrigerante per gli apparati elettrici della base orbitante. Insomma, il "radiatore" sta dando problemi. E secondo i responsabili russi della missione si tratta di un problema "molto serio". L'equipaggio della "spedizione 35", ai comandi dell'astronauta canadese Chris Hadfield ha informato il centro di controllo missione della Nasa a Houston, in Texas (usa), di aver osservato dei "fiocchi biancastri" all'esterno della stazione. Dopo i successivi controlli con una telecamera esterna è stato accertato che si trattava di ammoniaca, fuoriuscita all'altezza del pannello solare p6, lo stesso che gli astronauti tentarono di riparare, per un problema analogo, nel novembre 2012 anche se non si sa se la perdita sia localizzata nella stessa parte già riparata.
Al momento la situazione non determina un pericolo per i sei occupanti della stazione dove, tra l'altro, il 29 maggio, dovrebbe arrivare anche l'astronauta italiano Luca Parmitano, in partenza con un razzo Soyuz dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan. In ogni caso, se l'emergenza dovesse peggiorare, l'equipaggio potrebbe evacuare l'Iss tornando sulla terra con le due navette Soyuz attualmente attraccate alla base.
La Nasa ha fatto sapere di tenere sotto controllo l'evolversi della situazione anche se, da un primo esame è risultato che la quantità di ammoniaca fuoriuscita nelle ultime ore è aumentata. La stazione al momento continua a operare normalmente mentre gli ingegneri della Nasa, in collaborazione con gli astronauti in orbita, passano al vaglio tutti i dati e le immagini per riuscire a isolare la zona danneggiata e fermare la perdita.
L'inconveniente è considerato "molto serio" dal il responsabile di volo del segmento russo della Iss, Vladimir Solovev, il quale ha annunciato consultazioni urgenti al riguardo con i partner americani della Nasa. Solovev ha spiegato che alcuni astronauti della Nasa potrebbero essere costretti a uscire all'esterno per valutare l'entità del danno ed effettuare la riparazione.
La Stazione spaziale internazionale, mantenuta a un'orbita tra i 300 e i 500 chilometri di altitudine, è dedicata alla ricerca scientifica ed è un progetto congiunto delle cinque agenzie spaziali di Usa, Russia, Europa, Giappone e Canada.
Al momento la situazione non determina un pericolo per i sei occupanti della stazione dove, tra l'altro, il 29 maggio, dovrebbe arrivare anche l'astronauta italiano Luca Parmitano, in partenza con un razzo Soyuz dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan. In ogni caso, se l'emergenza dovesse peggiorare, l'equipaggio potrebbe evacuare l'Iss tornando sulla terra con le due navette Soyuz attualmente attraccate alla base.
La Nasa ha fatto sapere di tenere sotto controllo l'evolversi della situazione anche se, da un primo esame è risultato che la quantità di ammoniaca fuoriuscita nelle ultime ore è aumentata. La stazione al momento continua a operare normalmente mentre gli ingegneri della Nasa, in collaborazione con gli astronauti in orbita, passano al vaglio tutti i dati e le immagini per riuscire a isolare la zona danneggiata e fermare la perdita.
L'inconveniente è considerato "molto serio" dal il responsabile di volo del segmento russo della Iss, Vladimir Solovev, il quale ha annunciato consultazioni urgenti al riguardo con i partner americani della Nasa. Solovev ha spiegato che alcuni astronauti della Nasa potrebbero essere costretti a uscire all'esterno per valutare l'entità del danno ed effettuare la riparazione.
La Stazione spaziale internazionale, mantenuta a un'orbita tra i 300 e i 500 chilometri di altitudine, è dedicata alla ricerca scientifica ed è un progetto congiunto delle cinque agenzie spaziali di Usa, Russia, Europa, Giappone e Canada.